Lavori a Cumbidanovu, ultima chiamata
ORGOSOLO. Ultima chiamata per la ripresa dei lavori sulla diga di Cumbidanovu. La prima settimana di settembre sarà probabilmente l’ultima possibilità per ricomporre la frattura creatasi tra l’ente...
ORGOSOLO. Ultima chiamata per la ripresa dei lavori sulla diga di Cumbidanovu. La prima settimana di settembre sarà probabilmente l’ultima possibilità per ricomporre la frattura creatasi tra l’ente appaltante dei lavori, il Consorzio di Bonifica e l’impresa Itinera che aveva vinto a suo tempo l’appalto per la realizzazione dell’opera. Rottura dovuta alle richieste di risarcimento danni, prima e dopo l’ultima alluvione da parte dell’Itinera, valutati troppo esosi e in alcuni casi fuori luogo, dal Consorzio di Bonifica. Contenzioso che va per le lunghe e adesso si spera in positivo nella prossimo rendez vous. Incontro che si terrà a Cagliari, all’assessorato ai Lavori pubblici, al quale vorrebbe essere presente l’assessore Maninchedda che in più occasioni ha espresso la volontà che i lavori della diga vengano completati. Quasi un ultimatum per l’impresa, se non rivedrà le sue pretese e la sue posizioni finora rivelatesi inflessibili. Se dalle due parti non ci sarà la volontà di cedere in qualche maniera, questa volta per davvero, si deciderà di rifare un nuovo appalto e di ripartire da zero con un’altra impresa. Tutte cose che valuteranno gli avvocati delle tre parti nell’incontro di settembre. «Avevamo già avuto un incontro con la Regione – dice il dirigente dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica, Sebastiano Bussalai – Adesso aspettiamo il nuovo, che si terrà a brevissimo, per vedere se ci sono margini per ricucire lo strappo. Si vuole sbloccare la situazione, capire se ci sono margini oppure se le parti sono talmente distanti che la vertenza non è componibile. Da parte nostra, tutto quello che si potrà fare per far riprendere i lavori, lo faremo e l’abbiamo fatto finora, però bisogna valutare ancora le richieste dell’impresa. Perché se le richieste rimangono quelle fatte all’inizio, per noi assolutamente inaccettabili, non c’è alcun margine di discussione. Quindi si passerà direttamente ad un nuovo bando con tutto ciò che ne deriverà». Quali le richieste dell’impresa? Si parlava di danni in generale, già prima dell’alluvione, “fessurazioni” comprese. Poi, ad aggravare la situazione è arrivato il ciclone Cleopatra che ha azzerato il cantiere. «Ma non sono stati causati dall’Ente, per cui certe richieste non possono essere accolte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
