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Troppi disinfettanti nell’acqua

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Troppi disinfettanti nell’acqua

Siniscola, per risolvere il problema occorre un nuovo potabilizzatore. Abbanoa ancora sotto accusa

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SINISCOLA. È un problema che assilla tutti i paesi della costa orientale serviti dall’invaso del fiume Posada quello della potabilizzazione dell’acqua e che si aggrava nei periodo di secca quando il livello della diga cala e nelle condutture arriva acqua fangosa. Nei potabilizzatori comunali si è quindi costretti ad immettere massicce dosi di disinfettanti e l’acqua, così trattata, si può almeno usare per lavarsi e, previa bollitura, anche per cucinare. Come spiega Abbanoa questo è il male minore e la situazione potrebbe migliorare solo quando sarà realizzato il potabilizzatore consortile ai piedi della diga e soprattutto le nuove condotte che permetteranno di servire tutta la costa dell’alta baronia e della bassa Gallura, da Siniscola a San Teodoro. L’alternativa all’acqua della diga, per il momento, è solo quella della sorgente di Frunche oche, acqua purissima che però è insufficiente alle esigenze della popolazione della costa e in particolar modo di Siniscola. «Abbanoa, nonostante i continui solleciti dell’amministrazione, non è stata in grado, fino ad oggi, di organizzare una efficiente potabilizzazione delle acque provenienti dall’invaso, creando così una situazione che rappresenta un serio rischio sanitario – dice una nota del gruppo di maggioranza siniscolese – Il problema è accentuato da vari contenziosi sorti negli anni tra gli enti che gestiscono l’acqua in Sardegna e la Regione non è ancora riuscita ad organizzare un modello efficiente ed efficace per una gestione dell’intero sistema idrico integrato». Per affrontare il problema la giunta ha istituito l’osservatorio comunale sull’acqua che ha avuto il merito di mettere a confronto i vari enti (Abbanoa, Consorzio di Bonifica, Enas, Enel) e ha evidenziato le contraddizioni della gestione amministrativa e tecnica della risorsa idrica. Più volte si è parlato dell’utilizzo dell’acqua del Montalbo, con la trasmissione alla Regione di vari studi. «Dal bacino idrico del Montalbo potrebbero arrivare 15 milioni di metri cubi d’acqua che darebbe risposte definitive alle esigenze di Siniscola. Grazie ai solleciti dell’amministrazione – si legge nella nota – la Regione ha stanziato un milione di euro per il recupero dei potabilizzatori di Fruncu’e Oche e di Mattalacana e per l’adeguamento degli impianti costieri di sollevamento, azzerando così il rischio di sversamenti a mare. Per le altre risorse idriche che oggi vanno disperse (come a Grassianu, Ususule, Sa Mela e Unnichedda), sono in programma interventi ai fini dello sfruttamento idrico potabile. Acqua che comunque sarebbe insufficiente visto che a Siniscola servono circa 130 litri al secondo e l’ apporto idrico delle sorgenti sarebbe comunque ininfluente per far fronte al suo fabbisogno idrico».

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