Prima la fede e poi “spuntini” musica e folclore fino a notte
NUORO. Circa cinquecento persone alla messa, almeno altrettante sparse tra il parco, la statua del Redentore, e i mille sentieri che dalla cima dell’Ortobene si addentrano nel verde del bosco. Sono...
NUORO. Circa cinquecento persone alla messa, almeno altrettante sparse tra il parco, la statua del Redentore, e i mille sentieri che dalla cima dell’Ortobene si addentrano nel verde del bosco.
Sono in tanti, insomma, che anche quest’anno hanno voluto partecipare al giorno più autentico dedicato al Redentore: quello della festa religiosa.
Il giorno più intimo e sentito da tanti nuoresi ma non solo. È il giorno nel quale, più del momento della sfilata dei costumi, in genere non vogliono mancare nemmeno le presenze “vip”, i politici o ex politici, i consiglieri regionali, ma anche i nuoresi emigrati da tempo all’estero per motivi di lavoro o di studio.
Per tutti, la festa religiosa del Redentore è l’occasione buona per tornare in città, rivedere i propri cari, e magari partecipare anche a qualche “spuntino” a base di carne e di abbondanti bevande.
È andata così anche ieri, in cima all’Ortobene, tra il fresco offerto dai lecci e il ristoro offerto invece dalle tante case al monte riaperte per l’occasione e piene di profumi, musica, e sapori.
Un rituale anche questo, in fondo, che ieri è proseguito fino a notte fonda. (v.g.)
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