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Torchiani: il rischio alluvione? Era scritto nelle carte dal 1951

di Valeria Gianoglio
Torchiani: il rischio alluvione? Era scritto nelle carte dal 1951

NUORO. «Già dal 1951 le carte del generale Serra avevano segnato le aree più critiche in Sardegna, sul fronte alluvioni. I nostri politici, dunque, avevano tutti gli strumenti per sapere». È andato...

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NUORO. «Già dal 1951 le carte del generale Serra avevano segnato le aree più critiche in Sardegna, sul fronte alluvioni. I nostri politici, dunque, avevano tutti gli strumenti per sapere». È andato dritto al cuore del problema, ieri mattina, Carlo Torchiani, colonnello dell’Aeronautica militare ed esperto di meteorologia e cambiamenti climatici. Il suo era uno degli interventi centrali al primo giorno della sesta “Summer school Nuoro 2014” organizzata dall’università di Alghero e dalla docente Paola Rizzi, che quest’anno, grazie all’assessorato comunale all’Urbanistica e Protezione civile, guidato da Raimondo Deiara, e al presidente dell’ordine dei geologi sardi, Davide Boneddu, si è tenuta per la prima volta a Nuoro. E così, per dieci giorni, studenti, docenti e ricercatori arrivati da Emirati Arabi, Giappone, Thailandia, e poi tanti esperti di urbanistica, geologia, meteorologia, dormiranno, mangeranno e gireranno per Nuoro e dintorni per studiarne le caratteristiche urbane, per scovare le falle dal punto di vista del rischio in caso di eventi climatici disastrosi, per ascoltare le relazioni dei tanti esperti che si ritroveranno a Nuoro per parlare di clima, ambiente e prevenzione dei disastri ambientali. Ieri mattina, il gruppo di esperti e studenti ha fatto un sopralluogo in una delle piazze di Nuoro, piazza Italia, per capire se e come, in caso di emergenza come un incendio o un’alluvione, rispondesse ai criteri di sicurezza richiesti dai piani di protezione civile. Secondo un primo accertamento, che poi approderà in uno studio che verrà consegnato al Comune, piazza Italia non risponde ai criteri richiesti. I giovani studiosi le hanno beccato una falla tra tante: l’assenza di vie di fuga dai parcheggi sotterranei che hanno solo una via di accesso.

Ma la giornata di ieri è stata occupata quasi interamente dalle relazioni di esperti di urbanistica, meteorologia e prevenzione dei disastri ambientali. Il colonnello Torchiani, in particolare, ha ricordato, tappa per tappa, l’alluvione dello scorso 18 novembre, la furia dell’acqua che si è abbattuta su Olbia, Posada e la Baronia. «Già dal 1951 – ha precisato – le carte segnalavano quelle zone come le aree più critiche in caso di forte pioggia». «E non è detto che le alluvioni non si ripetano – ha aggiunto – questo autunno e in particolare ottobre, sarà caldo, quindi c’è il rischio che si ripetano questi eventi alluvionali». Sia nel suo intervento, sia in quelli precedenti e nei saluti dell’assessore Deiara e del presidente dell’ordine dei geologi sardi, Davide Boneddu, è emersa la volontà di creare nuove occasioni per discutere di prevenzione del rischio ambientale. Come evitare questo rischio? Per Torchiani la ricetta è articolata: «Bisogna monitorare di continuo i parametri climatici, fare radiosondaggi, utilizzare le immagini radar, e i preavvisi e gli avvisi meteo».

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