Congiu: «Impossibile contrarre il mutuo»
Macomer, l’assessore spiega le ragioni che hanno impedito il ricorso alla Cassa depositi e prestiti
MACOMER. «Non abbiamo contratto un mutuo con la Cassa depositi e prestiti per pagare il debito fuori bilancio da un milione di euro derivante da una sentenza della Corte d’appello, che ci impone di pagare quanto dovuto ai proprietari di terreni espropriati negli anni Settanta, perché non potevamo accedere a questa forma di finanziamento». Così, in sintesi, l’assessore alle finanze, Gianfranco Congiu, spiega i motivi per i quali il Comune di Macomer non ha potuto evitare di percorrere la strada del mutuo che avrebbe evitato l’aumento dell’addizionale Irpef. L’alternativa, come i macomeresi già sanno, era quella di mettere mano le aliquote Irpef. L’amministratore spiega che all’inizio la Cassa ha detto sì al mutuo, ma solo a condizione che ci fossero inasprimenti tra il primo e il secondo grado di giudizio. Il prestito avrebbe dovuto coprire solo il capitale (il valore dei terreni espropriati) e non interessi, rivalutazione monetaria e spese legali. «Il Comune – spiega l’assessore Congiu – aveva già chiesto due finanziamenti per debiti fuori bilancio per la stesse cause legali nel 2008 e nel 2010, per cui la Cassa ha detto in modo chiaro che avrebbe concesso un ulteriore prestito solo se tra il primo e il secondo grado fosse aumentato il valore dei beni espropriati da corrispondere ai proprietari. Questo non è avvenuto. In una causa la somme da corrispondere sono diminuite da 748 a 505 mila euro, nell’altra, la causa Ligia, sono aumentate di 500 mila e l’aumento è legato esclusivamente a interessi e rivalutazione monetaria. Praticamente eravamo fuori dalle condizioni imposte dalla Cassa».
Congiu precisa ancora che questo risulta agli atti degli uffici che hanno portato avanti l’interlocuzione con la Cassa depositi e prestiti. «L’ex sindaco Uda ci ha accusato in consiglio di superficialità e noncuranza – prosegue mostrando la stampa del carteggio telematico intercorso tra il comune di Macomer e gli uffici della Cassa –, questi sono gli atti. Credo che parlino da soli e che non servano commenti. Sono atti ai quali i consiglieri possono accedere tranquillamente. In Consiglio avevo portato un emendamento al bilancio per coprire la spesa di oltre un milione di euro necessaria per saldare il debito. Non mi serviva il carteggio su questo particolare aspetto della vicenda».Congiu conclude spiegando che l’alternativa di un prestito bancario avrebbe creato altri problemi aumentando la rata da restituire annualmente per i debiti e il rischio di non riuscire a pagare fino al 2043. (t.g.t.)
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