Pulizia negli asili, undici ammessi su oltre 700 candidati
La protesta degli esclusi: vengono selezionati sempre i soliti L’ufficio del lavoro: i criteri sono legati allo stato di bisogno
NUORO. «Ma come? Lo so che anche loro hanno bisogno, ma possibile che siano sempre i soliti, a essere selezionati per le graduatorie dei lavori comunali? Io questa volta sono risultata diciottesima, e ancora una volta fuori dall’elenco degli 11 ammessi. Eppure sono disoccupata da tempo, non ho alcun tipo di sussidio, né altre forme di aiuto, ma allo stesso tempo in passato ho già fatto esperienza negli asili».
È decisamente sconfortata, Giovanna Melis, 43 anni, nuorese residente nella zona del Nuraghe, e come tanti altri suoi concittadini alla caccia disperata di un lavoro. Lei e un folto gruppo degli altri 700 aspiranti agli 11 posti di lavoro come “inserviente” negli asili nido comunali, ieri mattina, di buon’ora, si sono diretti nella sede dell’ex ufficio del lavoro, in via Ballero 103, per vedere l’elenco dei nomi ai primi posti della graduatoria. Si trattava, in realtà, di una pre-selezione, una sorta di scrematura iniziale che il Csa, da diverso tempo, svolge per conto delle amministrazioni pubbliche, e in questo caso per conto del Comune.
Le norme più recenti, infatti, prevedono che nel caso di posti di lavoro considerati dalla legge “a basso contenuto professionale”, ovvero che richiedono come requisito base la licenza media, non sia necessario selezionare gli idonei attraverso un concorso, ma i candidati vengano scelti attraverso una graduatoria che si basa sullo stato di bisogno del candidato. Per stato di bisogno, come spiegano all’ufficio del lavoro, si intendono due parametri: l’anzianità di iscrizione alle liste di collocamento, e quindi l’anzianità di disoccupazione, e il reddito Isee che si autocertifica. Per entrambi i parametri da oggi lo stesso ufficio disporrà alcuni controlli per verificare se siano veritieri. Per il primo parametro viene attribuito un punto per ogni anno di iscrizione, fino a un massimo di 10 punti. Per il secondo parametro viene detratto un punto per ogni mille euro che risultano dall reddito Isee. Fin qui, insomma, il dato tecnico. Ma a Giovanna Melis e agli altri circa 700 aspiranti agli 11 posti per un anno da inserviente negli asili, dei numeri, in fondo, poco importa. Ma non perché siano persone distratte, poco sensibili o poco attente alle norme, piuttosto perché quei numeri non danno loro da mangiare, né consentono loro di tirare il fiato dopo anni di disoccupazione profonda.
«Non è possibile – ripete, infatti, Giovanna Melis – non è possibile che ogni anno vengano selezionate le stesse persone. Ho capito, immagino che ognuna di esse avrà i requisiti richiesti, ma anche io e gli altri abbiamo diritto, abbiamo i titoli, l’esperienza e la disoccupazione. Eppure non riesco mai a entrare tra gli “eletti”, alle selezioni mi dicono sempre che non sono adatta. Ma come si spiega che risulto non adatta al momento della selezione, e invece risulto adatta quando mi chiamano per le emergenze? Io, come molti altri, non ho alcun sussidio, tiro avanti con lavoretti saltuari nelle case attraverso il passaparola, ma anche io ho diritto ad avere un lavoro».
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