La Nuova Sardegna

Nuoro

Via Catte, 300 metri costellati di crateri

di Antonio Bassu
Via Catte, 300 metri costellati di crateri

Il tappeto d’asfalto gettato appena un anno fa è saltato in diversi punti della trafficatissima strada

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NUORO. Trecento metri d’asfalto sconnesso penalizzano il traffico automobilistico di viale Peppino Catte. Arteria che collega il quartiere d’Istiritta con il centro della città. Più in particolare con via Manzoni e il mercato di piazza Mameli, il tribunale e piazza Vittorio Emanuele. Il fondo stradale, di fronte al grande magazzino dei fratelli Spena, è costellato di buche che sconquassano i mezzi meccanici in transito quotidianamente.

Tutto ciò dopo un intervento approssimativo che ha fatto saltare lo strato di bitume gettato appena qualche anno fa, evidentemente senza aver analizzato e valutato nel dettaglio le singole situazioni di pericolo, dovute alla stima delle attività produttive coinvolte, alle strutture pubbliche e private ricadenti nella zona.

Negli approfondimenti che seguirono la stesura del tappeto di bitume, non sono stati analizzati e valutati nel dettaglio le singole situazioni di pericolo, al pari del tratto di strada che collega piazza Veneto con il resto della strada. Anche quando l’arteria viene percorsa per un tratto a senso unico. Stiamo parlando della parte compresa tra via Mughina e l’inizio di via Catte. Che è la strada parallela a via Gramsci, asfaltata solo poco mesi fa. Da tenere conto che sul primo tratto di via Catte, a poche decine di metri da via Mughina, anni fa si aprì una larga voragine che inghiottì una porzione della carreggiata, che provocò la sospensione del transito degli autoveicoli per qualche tempo.

Fenomeno che poi si ripetè in via Foscolo, all’incrocio con via Catte, e con via Pietro Nenni, per poi raggiungere via Mughina, che si congiunge con la provinciale per Oliena e la galleria della circonvallazione Sud. Si tratta di una zona caratterizzata dalla pericolosità di movimenti franosi e di manutenzione, provocati dalla presenza di grossi movimenti d’acqua piovana. Che hanno bisogno di opere di consolidamento dei versanti dei suoli e di opere anche temporanee, nonché d’interventi idraulico-forestali per la riduzione o l’eliminazione dei pericoli e dei rischi di frane. È consentito intervenire in materia di infrastrutture pubbliche o di pericolosità media. Insomma tutta la zona a valle di piazza Veneto è caratterizzata da possibili moti franosi in virtù della presenza d’acqua. Fenomeno che ha colpito l’anfiteatro comunale, compromettendone il funzionamento, a causa di una forte depressione scavata sotto la gradinata, che fatto sospendere tutte le attività artistiche in programma nel teatro all’aperto. Ed in primis il Festival regionale del folclore della Sagra del Redentore.

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