La Nuova Sardegna

Nuoro

Macchinari all’asta, appello dei lavoratori

di Gianna Zazzara
Macchinari all’asta, appello dei lavoratori

L’azienda Am Italia, ex Idea Motore di Pratosardo, a rischio chiusura: «Vogliamo salvare un’attività che ha mercato e ordini»

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NUORO. «Domani ci sarà la vendita dell’asta dei macchinari. Lo impediremo, a ogni costo. Vogliamo che l’azienda sia venduta tutta intera e non a pezzi. Questa non è un’attività ferma, è un’azienda che produce e dà lavoro a quindici persone. È un’attività che ha ancora mercato e ordini». Erano disperati i 15 lavoratori della AM Italia – la società che produce motori elettrici, subentrata all’Idea Motore fallita nel 2009 – riuniti ieri mattina in presidio davanti ai cancelli degli stabilimenti di Pratosardo per impedire a un acquirente romano di visionare i macchinari che oggi, probabilmente, potrebbe aggiudicarsi all’asta. «Sappiamo per certo che ci sono persone interessate ad acquistare e portare via i macchinari. Con la vendita dell’attrezzatura l’azienda chiuderebbe. E noi perderemo per sempre la possibilità di continuare il nostro lavoro», hanno detto in coro i lavoratori, tra i 35 e i 55 anni, in maggioranza donne.

«Il paradosso è che l’azienda oggi ha ordini e commesse, anche dall’Argentina, e viene buttato tutto all’aria proprio ora che le cose stanno girando per il verso giusto», ha raccontato Maddalena Casula segretaria provinciale della Fiom Cgil, ex impiegata della Idea Motore ora in mobilità che ha protestato con i suoi colleghi. «Per questo motivo oggi impediremo al potenziale acquirente di entrare in azienda per visionare i macchinari. Chiuderemo i cancelli. Questa azienda non sarà venduta come uno spezzatino».

Eppure fino a poco tempo fa sembrava ci fossero tutti i presupposti perché il caso si chiudesse nel migliore dei modi. L’AM Italia (con sede legale a Brescia) dopo il fallimento nel 2009 dell’Idea Motore (che ha lasciato a casa 77 lavoratori) ha preso in affitto gli stabilimenti e i macchinari dell’azienda di Pratosardo, assumendo a tempo indeterminato 11 lavoratori. Nel frattempo la società ha presentato alla Sfirs una richiesta di ammissione al fondo regionale per la reindustrializzazione nelle aree svantaggiate, con l’obiettivo di acquistare l’azienda nuorese. Invece, dopo anni di attesa, nulla di fatto. «Lungaggini burocratiche, richieste continue di integrazioni di documenti», ha spiegato la sindacalista. E così nel frattempo il curatore fallimentare ha deciso di far partire l’asta, questa mattina a Brescia.

«Questa azienda sta lavorando a ritmi sostenuti – hanno detto i lavoratori – produciamo 30 mila pezzi al mese che vengono distribuiti in tutto il mondo. L’AM Italia, la nostra società, vuole acquistare l’azienda e assumere anche i nostri ex colleghi dell’Idea motore che ora sono in mobilità in deroga. È assurdo che la Regione e la Sfirs, con il loro disinteresse, vogliano uccidere il lavoro che amiamo. Qui non si è visto un solo politico, nessuno si è preso a cuore la vicenda. Ci penseremo noi a salvare l’attività». E così ieri i lavoratori, con l’aiuto della sindacalista, hanno affrontato da soli a muso duro il rappresentante di una società venuto appositamente da Roma per vedere i macchinari messi all’incanto. «Non sapevo che l’azienda fosse ancora in attività, il curatore mi aveva assicurato che ormai era chiusa da tempo», si è giustificato. E, dopo un acceso scambio di battute con i dipendenti pronti a impedirgli l’accesso alla fabbrica, è ritornato sui propri passi e ha salutato i lavoratori con l’augurio che riescano a salvare la loro azienda. «Noi ci crediamo, anche perché è la nostra ultima speranza. Guardatevi intorno, qui il lavoro non esiste più».

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