La Nuova Sardegna

Nuoro

Aumentano le richieste di assistenza

di Tito Giuseppe Tola
Aumentano le richieste di assistenza

Macomer, la crisi continua a mietere vittime: una relazione dettagliata sui servizi sociali dell’assessore Rossana Ledda

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MACOMER. La crisi non ha mai allentato la morsa su Macomer e cresce il numero delle persone che bussano ai Servizi sociali per chiedere aiuto e assistenza. L’indigenza, un tempo limitata a fasce ristrette di popolazione e legata soprattutto alla disgregazione delle famiglie o alla situazione di difficoltà di persone anziane e ammalate, oggi nasce dalla mancanza di lavoro e colpisce nuclei familiari con minori ai quali è venuto a mancare il reddito. La fotografia del disagio a Macomer emerge nitida dalla relazione predisposta dall’assessore ai servizi sociali, Rossana Ledda. È una fotografia impietosa che i numeri definiscono marcandone i contorni. Macomer, città un tempo florida e opulenta che dava lavoro e richiamava lavoratori dai paesi della zona e da altre parti della Sardegna, oggi è in caduta libera nella crisi. Centinaia di persone non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. Pur avendo subito tagli pesantissimi nei trasferimenti dello Stato e della Regione, il comune riesce ad aiutare le famiglie in difficoltà erogando diverse tipologie di assistenza, che non sono solo di ordine economico e di sostegno al reddito, ma riguardano anche i minori che si cerca di togliere dalla strada e dagli ambienti dove circola sempre di più la droga, le donne che subiscono maltrattamenti in famiglia e gli anziani che vivono la vecchiaia in solitudine e spesso nel disagio legato alle malattie. La coperta, però, è sempre più corta e non è facile dare risposte a tutti. Una quarantina di cittadini beneficiano dell’assistenza economica che gli aiuta a pagare le bollette e ad acquistare i beni di prima necessità, come la pasta per mangiare io il sapone per lavarsi. «In questa misura – dice Rossana Ledda – abbiamo sperimentato i vouchers alimentari, strumenti alternativi ai contributi in denaro a sostegno del reddito che permettono di dare risposta immediata ai bisogni primari sostenendo l’acquisto di beni di prima necessità, e dall’altro consentono un monitoraggio dell’incidenza delle somme destinate all’acquisto dei beni di prima necessità con contenimento di sprechi e abusi». Molte persone sono state impegnate nel servizio civico che garantisce un reddito minimo in cambio di una piccola prestazione utile alla comunità. Del servizio di assistenza domiciliare fruiscono invece 32 persone. I cittadini che beneficiano di diverse forme di assistenza sono circa 550. Con i risparmi Irap si è intervenuti sulle povertà estreme. Altri interventi riguardano il ricovero di persone in istituti che garantiscono assistenza continua.

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