Traffico di droga dall’Albania, 28 arresti
L’organizzazione internazionale è stata sgominata dalla squadra mobile di Nuoro: spacciavano anche soldi falsi e armi
NUORO. Operazione antidroga della polizia di Nuoro nei confronti di un’organizzazione internazionale di matrice albanese, con ramificazioni in Romania e passaggi in Lombardia ed Emilia Romagna, responsabile dell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina, marijuana, hascisc, armi e soldi falsi in Sardegna.
Il traffico di droga e armi è arrivato al capolinea. All’alba gli agenti della squadra mobile di Nuoro, in collaborazione con i colleghi di Sassari e di altre questure della penisola e le forze dell’ordine albanesi e romene, hanno arrestato 28 persone. Tra loro un olbiese (Lucio Baltolu, nativo di Alà dei Sardi), sei nuoresi e cinque albanesi. In particolare sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, mentre sono finiti agli arresti domiciliari due nuoresi, un orunese, un olbiese e uno di Siniscola. Per altre 13 persone il gip di Nuoro, Claudio Cozzella, su richiesta del pubblico ministero Andrea Schirra, che ha cooordinato l’inchiesta, ha disposto l’obbligo di dimora, mentre altri due giovani dovranno presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria per firmare.
Per tutti i 28 l’accusa è di concorso nei reati di acquisto, detenzione a fine di spaccio e cessione di droga. Un albanese dovrà rispondere anche di detenzione e trasporto illecito di armi da guerra (avrebbe cercato di importare in Sardegna alcuni Kalashnikov), mentre altri tre arrestati sono accusati di spaccio di banconote false.
La lunga operazione denomitata “Cassiopea”, cominciata quasi due anni fa e andata avanti con una serie arresti e sequestri di droga tra Nuoro e Olbia, è stata raccontata nel corso di una conferenza stampa dal questore di Nuoro, Pierluigi D’Angelo, insieme al vicario Giusy Stellino, ma a fornire tutti i dettagli è stato il dirigente della Squadra mobile, Fabrizio Mustaro, che ha condotto le indagini e anche l’ultima fase degli arresti insieme ai colleghi di Sassari, Brescia, Parma e in Romania.
«Il traffico di droga è diventato il problema principale della provincia di Nuoro. La quantità di stupefacenti che circola nel territorio è superiore a quella delle altre province sarde e anche di molte regioni italiani – ha esordito il questore –. L’operazione ha portato alla luce un’organizzazione in grado di movimentare grandi quantitativi di hascisc e cocaina e di offrire al territorio monete false e armi da guerra».
Secondo gli investigatori in Sardegna operavano due gruppi indipendenti. Uno si occupava dello spaccio nel nord est dell’isola (da Olbia a Golfo Aranci, alla Maddalena fino a Siniscola), l’altro invece aveva scelto come piazza Nuoro e i paesi della provincia: da Macomer a Orune.
Il broker della droga, però, secondo gli investigatori, sarebbe uno solo: Lucio Baltolu, 53 anni di Alà dei Sardi, arrestato in Romania. Era lui (assistito dall’avvocato Giampaolo Murrighile del Foro di Olbia-Tempio) che aveva i rapporti con gli albanesi e che contrattava sul carico di stupefacenti da importare in Sardegna. La droga veniva nascosta nel sottofondo di furgoni e dall’Albania, dopo aver attraversato l’Emilia Romagna, Milano e Brescia, arrivava a Olbia. Qui Lucio Baltolu prendeva in consegna il carico dai corrieri albanesi e lo cedeva.
La droga destinata alla piazza di Nuoro era gestita dal trentunenne Francesco Costantino Contena, agli arresti domiciliari. Tra loro comunicavano in gergo, sussurrando a mezzo bocca e per indicare i vari tipi di stupefacente utilizzavano i nomi di pezzi di ricambio delle auto. La droga sequestrata durante l’attività investigativa (2 chili di hascisc, 600 grammi di cocaina e 13 chili di marijuana) era di ottima qualità e avrebbe fruttato sul mercato più di un milione di euro. Nel corso delle indagini la Polizia ha sequestrato anche 500 euro falsi, in banconote da 50 e 100 euro.
All’operazione hanno partecipato 120 poliziotti delle questure di Nuoro, Sassari, Brescia, del commissariato di Olbia e del reparto prevenzione crimine di Abbasanta.
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