La Nuova Sardegna

Nuoro

Al via la valutazione di impatto ambientale per l’inceneritore

di Tito Giuseppe Tola
Al via la valutazione di impatto ambientale per l’inceneritore

Macomer, a ottobre l’assemblea pubblica per il progetto Il revamping della struttura prevede una nuova linea

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MACOMER. Il 3 ottobre, alle ore 11 nelle ex caserme Mura si terrà l’assemblea pubblica per la presentazione del progetto di revamping dell’inceneritore di Tossilo. Si tratta di uno dei passaggi fondamentali della procedura di valutazione ambientale avviata dalla Regione su richiesta dal Consorzio industriale di Macomer, ente appaltante del progetto di revamping dell’impianto che prevede la demolizione delle due linee esistenti e la realizzazione di una nuova linea che sostituirà le altre due. L’investimento previsto è di 40 milioni di euro. La potenzialità di trattamento del nuovo impianto è di 60 mila tonnellate di rifiuti all’anno. L’assemblea del 3 ottobre è l’occasione per rendere pubbliche le osservazioni di comuni, cittadini, associazioni ed enti sul progetto col quale il Consorzio industriale, ente proprietario dell’impianto, si propone di rimetterlo a nuovo con l’obiettivo di abbattere gli attuali costi di gestione, e quindi le tariffe di smaltimento che hanno raggiunto i 200 euro a tonnellata.

Considerate le posizioni contrastanti di chi si oppone al progetto e di chi invece lo sostiene, il dibattito si annuncia infuocato. Il consiglio comunale di Silanus deciderà oggi nel corso di una riunione pubblica quale posizione portare all’assemblea di Macomer. La richiesta di convocare il consiglio è stata fatta dal gruppo Indipendentes. Altri comuni della zona porteranno posizioni già espresse, ma con sfumature diverse.

Chiara e netta è invece la posizione del comitato “Non bruciamoci il futuro” che ha aperto una vera e propria vertenza contro il revamping dell’inceneritore in quanto ne allungherebbe la vita impedendo l’introduzione di nuove forme di gestione dei rifiuti alternative all’incenerimento, a partire dal potenziamento della raccolta differenziata in atto in tutti i comuni del bacino di conferimento. Le ragioni del comitato sono elencate e descritte in un documento articolato e complesso che contiene osservazioni di carattere tecnico, giuridico e pratico. Tra le considerazioni del Comitato alcune sono di carattere sanitario. «L’Asl n. 3 – si legge nel documento – ha già accertato la presenza di diossine nel distretto di Macomer, come dichiarato in un suo comunicato del mese di maggio del 2010 in relazione alla presenza di un grosso inceneritore». Per quanto riguarda la valutazione di impatto ambientale, il Comitato rileva «l’illegittimità della scelta dello scenario di incenerimento a 3 poli in quanto effettuata da un commissario liquidatore che doveva gestire l’attività ordinaria del Consorzio e non quella straordinaria». Il Comitato sottolinea ancora «la mancanza dell’analisi dell’opzione zero e il conseguente confronto con le migliori tecniche disponibili» per lo smaltimento dei rifiuti. Le ragioni di chi invece sostiene il revamping partono da quelle dei lavoratori dell’impianto di Tossilo, una cinquantina circa, i quali difendono in primo luogo il posto di lavoro. La realizzazione di un uovo inceneritore sarebbe inoltre necessaria per smaltire la frazione secca che non si può recuperare e non può finire in discarica in quanto non è consentito realizzarne di nuove.

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