La Nuova Sardegna

Nuoro

«Basta stangate», aggredito il sindaco

di Gianna Zazzara
«Basta stangate», aggredito il sindaco

La protesta di un comitato contro la tassa sui rifiuti si è trasformata in un assedio degli amministratori in municipio

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NUORO. Fischi, insulti e un’aggressione al sindaco Sandro Bianchi. Ieri pomeriggio la manifestazione contro la Tari (la tassa sui rifiuti), organizzata da un comitato spontaneo di cittadini, si è trasformata in un vero e proprio assedio al Palazzo civico. Prima la contestazione davanti al Municipio, poi l’ingresso forzato nell’edificio e l’aggressione a Bianchi. Dieci minuti di ordinaria follia.

Un centinaio le persone che ieri si sono date appuntamento in via Dante per protestare contro una tassazione che ritengono ingiusta. Prima con toni moderati («Molte famiglie non ce la fanno più»), poi via via sempre più accesi («La tassa sui rifiuti è una tangente. Questa amministrazione non ha fatto altro che spartirsi denaro e posti di lavoro, questa è la verità»). Fino a quando, al grido di «ladroni, ladroni», i cittadini infuriati hanno chiesto a gran voce al sindaco e agli assessori, impegnati in una riunione di maggioranza, di uscire dal Palazzo per dare spiegazioni sull’aumento della tassazione. «Ci devono dire perché in un anno la tassa sui rifiuti è aumentata di un milione di euro, non ce la facciamo più».

Ma le ore passano e nessuno degli amministratori esce dal Municipio, presidiato dai carabinieri, dalla polizia e dai vigili urbani. «È un comportamento inaccettabile – tuona Pierluigi Saiu, capogruppo del Pdl in consiglio, ieri in veste di capopopolo –. È dovere di un amministratore rispondere alle richieste dei suoi cittadini: il sindaco, adesso, doveva essere qui a parlare con i nuoresi e non rinchiuso dentro le sue stanze». Si tenta una mediazione, una delegazione del comitato chiede di essere ricevuta dal primo cittadino, ma la risposta non arriva, o perlomeno arriva in ritardo. Si decide allora di forzare la mano e di varcare la porta d’ingresso del Municipio. Obiettivo: conquistare la sala consiliare dove si sta svolgendo la riunione di maggioranza. Succede tutto in pochi minuti: una volta dentro l’androne i vigili vengono spintonati e, dopo aver forzato le vetrate scorrevoli, i cittadini corrono verso il primo piano, dove si trova l’aula consiliare. Urla, fischi e grida all’indirizzo della giunta. Il sindaco esce dall’aula, un uomo inveisce contro di lui al grido di «ladro, ladro» e quando Sandro Bianchi cerca di placare la sua ira, l’uomo gli si avventa contro, lo strattona e lo spinge contro le macchinette del caffè. Anche la sua segretaria viene aggredita: presa per il collo e sbattuta contro il muro. In un attimo è il parapiglia, poi la folla si calma e viene invitata a entrare in aula. «Il sindaco parlerà con voi», annuncia un collaboratore. Intanto la polizia e i carabinieri presidiano l’aula. Anche durante l’incontro volano parola grosse. «Basta, andatevene tutti a casa», urlano in tanti, inferociti. Molte le donne con i bambini piccoli accanto. Il sindaco commenta: «Siamo sempre a disposizione dei cittadini. L’episodio di oggi (ieri, ndr) è inaccettabile. Avevo già dato la disponibilità a ricevere una delegazione del comitato, una volta finita la riunione». E, invece, la contestazione è finita nel peggiore dei modi. In tanti avevano proposto soluzioni più ragionevoli, come la raccolta delle firme e la restituzione in massa dei bollettini della Tari. Ma gli animi si sono esasperati e si è deciso di forzare la mano. «La verità è che non ce la facciamo più – dice una signora che vive con una pensione da 600 euro– Qui o si pagano le tasse o si mangia».

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