I lavoratori del polo tessile rilanciano la mobilitazione
Macomer, la prima assemblea chiede risposte concrete di lavoro e sviluppo Dai primi mesi del 2015 ottocento operai resteranno senza cassa integrazione
MACOMER. L’autunno caldo dei tessili è iniziato ieri a Macomer con la decisione di avviare una grande mobilitazione a sostegno di una nuova vertenza per il rilancio dell’occupazione nel territorio. Ieri a Macomer i lavoratori tessili hanno deciso di riprendere la strada della mobilitazione e della protesta per chiedere risposte in termini di lavoro e sviluppo. Domani, alle ore 10, sarà la volta dei tessili di Ottana, che si riuniranno nel centro sociale del Comune, e giovedì toccherà ai tessili di Siniscola, convocati per la stessa ora nell’aula consiliare. A scaldare l’autunno dei tessili è il decreto interministeriale del 1° agosto 2014 che ha modificato sostanzialmente i criteri per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga con la conseguenza che tra il primo gennaio e il 30 giugno 2015 più di mille lavoratori della provincia di Nuoro, di cui oltre 800 ex Legler di Ottana, Macomer e Siniscola ed ex dipendenti del calzificio di Macomer, non avranno più un reddito. Il clima sindacale caldo del prossimo autunno diventerà rovente nei primi sei mesi del prossimo anno quando più di mille famiglie che avevano appreso l’arte di arrivare a fine mese con meno di 700 euro, dovranno inventarsi qualcosa per arrivarci senza nulla. Ieri, nel corso dell’assemblea di Macomer è stata fotografata la situazione. Jose Mattana della Cgil ha detto che i tessili non chiedono assistenza e non vogliono vivere di cassa integrazione e mobilità, ma chiedono solo di lavorare. «Il Sulcis – ha detto – ha ottenuto risposte con incentivi e fiscalità di vantaggio a favore delle aziende che scelgono quel territorio per investire. Noi chiediamo le stesse cose. Per avere risposte serve però una mobilitazione decisa che coinvolga tutti». I lavoratori, che avevano sollecitato un’iniziativa del sindacato che rompesse due e più anni di silenzio, sono pronti ad aderire a una grande manifestazione da tenersi a breve. I sindaci del territorio, come hanno detto il sindaco di Macomer, Antonio Succu, e il presidente dell’Unione dei comuni del Marghine, Tore Ghisu, sono pronti a sostenere la nuova battaglia che, come ha detto Katy Contini dei tessili Cisl, non dovrà esaurirsi con una manifestazione che richiamerà certamente l’attenzione sulla vertenza, ma che sarà dimenticata dopo pochi giorni. La pentola del malessere del centro Sardegna sta dunque per esplodere alimentata dalla paura del vuoto salariale e di prospettive che si creerà a breve.
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