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Nuoro

ENTE FORESTE

Caso precari, la Flai Cgil: fughe in avanti nocive per tutti

NUORO. «Il sindacato confederale unitariamente da anni conduce una battaglia in difesa dell’Ente foreste della Sardegna, il quale è messo a dura prova da politiche sbagliate e gestioni sciagurate,...

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NUORO. «Il sindacato confederale unitariamente da anni conduce una battaglia in difesa dell’Ente foreste della Sardegna, il quale è messo a dura prova da politiche sbagliate e gestioni sciagurate, che hanno impedito il superamento della condizione di precariato in cui vivono parecchie centinaia di lavoratori dipendenti». Sulla polemica intorno ai precari dell’Ente foreste, è la Flai Cgil Sardegna che interviene. Dopo il botta e risposta tra la Cisl di Nuoro e l’assessorato regionale dell’Ambiente, è il segretario generale Raffaele Lecca che prende parola. «È opportuno ricordare ai più, che il processo di stabilizzazione dei lavoratori forestali è stato cancellato dalla giunta Cappellacci che ha bloccato il percorso avviato, lasciando nella disperazione centinaia di lavoratori precari. A seguire il blocco delle stabilizzazioni, c’è stata la cancellazione dei diritti contrattuali con la cancellazione dei Ccnl regolarmente sottoscritti sia nelle parti economiche che in quelle normative, è stata bloccata la contrattazione regionale, è stato ridotto il finanziamento destinato all’attività dell’Ente, è stato disatteso il piano regionale forestale, è stata impedita la riqualificazione e il riconoscimento professionale dei lavoratori, è stata imposta una gestione dell’Ente che ha fatto del clientelismo la sua missione principale».

«Contro questa mala politica – continua Lecca –, il sindacato confederale, unitariamente, ha condotto una strenua battaglia sindacale culminata con tre giornate di sciopero generale della categoria. La giunta Cappellacci ha lasciato in eredità un ente che è allo sbando; il personale demotivato dalle ingiustizie subite, privo di attrezzature e indumenti di lavoro per svolgere l’attività ordinaria; i dirigenti che continuano a imperversare adottando norme non previste dai contratti di lavoro, ma solo frutto delle loro convinzioni; con un futuro gravido di incognite. Il sindacato confederale, preoccupato dello stato in cui si trovava, e si trova ancora l’ente, ha chiesto e ottenuto l’apertura di un confronto con la nuova giunta regionale; in pochi mesi abbiamo già avuto due incontri, il terzo lo avremmo il prossimo 2 ottobre, con gli assessori all’Ambiente e al Personale. Nell’interlocuzione con gli assessori, il sindacato, unitariamente, ha denunciato lo stato in cui si trova l’ente chiedendo un loro immediato intervento per affrontare il tema della riforma, ormai improcrastinabile».

«Riteniamo nocive e persino pericolose alcune fughe in avanti e fuori dal coro, che non solo non aiutano a risolvere i problemi, ma rischiano di creare maggiori ostacoli. Non serve a nessuno cercare visibilità o consenso, o vantare la primogenitura di obbiettivi così importanti, anche perché il sindacato confederale ha, per fortuna una posizione fortemente unitaria».

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