Nuova mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per salvare l’Asl 4
Tortolì, i sindacati chiedono un incontro con Pigliaru «L’azienda ha trent’anni di vita e un bilancio positivo»
In Ogliastra riparte la mobilitazione per salvare l’Asl 4. A scendere in campo, ancora ieri – dopo avere preso parte, lunedì, a Tortolì, a un tavolo tecnico sulla drammatica situazione occupazionale e infrastrutturale dell’Ogliastra – sono stati i tre segretari generali confederali di Cgil-Cisl-Uil provinciale Ogliastra, Giacomo Pani, Peppino Fanni e Mario Arzu. I tre sindacalisti sono intervenuti insieme «sull’ipotesi di riorganizzazione del Sistema sanitario regionale e la ventilata soppressione dell’Asl numero 4 dell’Ogliastra». Per precisare subito: «Il sindacato unitario ogliastrino è fortemente preoccupato dei risvolti negativi per la decisione di eliminare il sistema sanitario nel nostro territorio. A tale riguardo, Cgil-Cisl-Uil territoriali chiedono di poter discutere di questa problematica in un incontro specifico da tenersi in Ogliastra con la presenza del presidente della Regione, Francesco Pigliaru e l’assessore alla Sanità, Luigi Arru». Arzu, Fanni e Pani affermano: «L’Azienda sanitaria dell’Ogliastra sta per compiere ormai 30 anni e il bilancio della sua esistenza è assai positivo. Grazie a questa istituzione, grazie all’autonomia dai poli sanitari più forti, il territorio più isolato della Sardegna ha compiuto passi da gigante nella qualità dell’assistenza sanitaria, sia in campo ospedaliero che a livello territoriale. L’Ogliastra ha ormai colmato quel deficit assistenziale da cui era cronicamente afflitta: grazie alla presenza dell’Asl 4 i suoi cittadini affrontano la malattia con gli stessi diritti degli altri sardi». I tre segretari ogliastrini della triplice sindacale sottolineano: «Migliaia di vite sono state così salvate, sia nel campo dell’emergenza, che nella diagnosi e cura delle patologie croniche. A differenza di molte Asl più popolose, l’enorme miglioramento della qualità dei servizi sanitari è stato ottenuto senza mettere a repentaglio i conti economici. L’Asl dell’Ogliastra ha infatti storicamente quasi sempre rispettato i vincoli di bilancio imposti dalla Regione. Il tremendo passivo di bilancio della sanità sarda è infatti imputabile ad Asl di ben maggiori dimensioni. I dati della Corte dei conti certificano il divario di efficienza esistente ad esempio tra Asl di Nuoro e dell’Ogliastra: nel quinquennio 2007-11 in media sono stati spesi 1800 euro a cittadino a nord del Correboi, contro i 1624 euro necessari a finanziare i servizi sanitari dell’Ogliastra».Per Fanni, Pani e Arzu, se il nuovo ridisegno delle Asl dovesse passare, annienterebbe non solo l’esperienza ogliastrina, ma anche quella Gallurese, del Sulcis e del Medio-Campidano, tutto il sistema sanitario regionale basato su bacini d’utenza omogenei e ben delimitati. «Insomma – concludono – si profila all’orizzonte, a nostro giudizio, non una razionalizzazione auspicabile e certamente necessaria del sistema sanitario, ma un accorpamento incomprensibile verso l’Azienda di Nuoro». Sul tema, il sindaco di Lanusei, Davide Ferreli, ha convocato nell’aula consiliare comunale, per le 18 di domani, tutti i sindaci ogliastrini, i sindacati,le associazioni di categoria, il consigliere regionale Sabatini e il direttore generale dell’Asl 4, Francesco Pintus.
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