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Nuoro

Pd al voto tra nervosismo e tensioni

Pd al voto tra nervosismo e tensioni

Il segretario cittadino attacca quello provinciale che gli risponde a muso duro. Congresso cittadino venerdì 10 ottobre

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NUORO. La battaglia all’interno del Partito democratico è sempre più infuocata. Il giorno del congresso provinciale (dovrebbe svolgersi venerdì 10) si avvicina a grandi passi e le tensioni sono sempre più forti. Motivo del contendere: le solite famigerate tessere degli iscritti. I voti. Francesco Manca, candidato dell’area renziana vicino al consigliere regionale Roberto Deriu, ha cantato vittoria per la risposta arrivata dalla Commissione nazionale per il congresso che ha accolto il suo ricorso e sospeso la validità di oltre 150 tessere relative al 2013 inviate dalla segreteria provinciale a quella nazionale soltanto alla fine di maggio.

Ma la replica non si è fatta attendere ed è arrivata a strettissimo giro di posta direttamente dall’attuale consigliere provinciale, Giuseppe Pirisi: «Non capisco queste dichiarazioni del segretario cittadino, anche perché la Commissione del congresso non ha alcuna potestà sulle decisioni delle segreterie provinciali e regionali. La Commissione provinciale – ha sottolineato Pirisi – ha già deliberato sul ricorso, respingendolo in toto e altrettanto ha fatto quella regionale. E quindi, Manca si metta il cuore in pace e accolga serenamente le decisioni del partito, senza cercare escamotage. Che non fanno bene a nessuno e non sono certo meritevoli se sostenuti da una persona che predica il rinnovamento a tutti i costi. Le tessere sono valide e Manca e i suoi sostenitori devono accettarlo e finirla con questa inutile manfrina».

Ma Francesco Manca non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro, nè di ritirare il ricorso, anzi sarebbe pronto anche a superare i confini del partito per vedere riconosciute le sue ragioni. «Il provvedimento di sospensione della validità delle tessere è stato adottato in attesa della decisione da parte della Commissione regionale di garanzia a cui è stato domandato il quesito – ha sottolineato il segretario cittadino del Pd –. E dovrà pronunciarsi obbligatoriamente entro domenica 5 ottobre. Ma è chiaro che questa decisione è la dimostrazione che il Partito democratico non è un Far West e che il rinnovamento vero, quello che sto propugnando da tempo, deve passare innanzitutto dal rispetto delle regole. Soprattutto in questa provincia che ne ha tanto bisogno. Comunque – ha insistito Francesco Manca – andremo avanti fino in fondo perché vogliamo che sia fatta chiarezza, senza fare sconti a nessuno».

«Far West? Certamente non in segreteria provinciale – ha replicato Giuseppe Pirisi –. Manca non sta facendo un servizio buono per il Pd, ma del resto che cosa ci si può aspettare da un segretario cittadino che aveva detto ai quattro venti che non si sarebbe mai candidato per il provinciale e invece... Io, senza proclami, ho fatto un passo indietro e dato spazio al rinnovamento vero. Perché vorrei vedere un Partito democratico trasparente, che prende decisioni alla luce del sole, che si interessa dei problemi dei cittadini e non delle poltrone. Francesco Manca, così come aveva detto più volte, avrebbe fatto bene a mettersi da parte e lasciare spazio al rinnovamento vero ha continuato Giuseppe Pirisi –. Invece questi rinnovatori solo di facciata mi sembrano dei conservatori che vogliono continuare a vivere con le rendite di posizione acquisite in passato. Io invece – ha concluso il segretario provinciale uscente - voglio respirare aria nuova nel Pd. Vorrei che si parlasse di politica, dei problemi della gente e non di tessere, di nomine, di uffici di staff e di poltrone».

«Quelle tessere non sono valide – ha risposto di rimando Francesco Manca –. Il rispetto delle regole è fondamentale e io ne ho sempre fatto il mio cavallo di battaglia. Un partito senza regole non può avere il consenso della gente. E non può certo parlare di rinnovamento uno come Pirisi, rappresentante del popolo del vitalizio». (plp)

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