Tessile, pronta la mobilitazione
Macomer, le assemblee dei lavoratori hanno dato il via libera ai sindacati
MACOMER. Le assemblee dei lavoratori hanno dato via libera ai sindacati per ripartire con la mobilitazione a sostegno di una nuova vertenza che dia risposte a quanti, tra gennaio e il mese di giugno dell’anno prossimo, vedranno chiudersi l’ombrello economico degli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali della provincia di Nuoro porteranno avanti una vertenza unitaria per rivendicare alternative agli ammortizzatori sociali che il governo ha deciso di cancellare, alternative di lavoro e non di assistenza. Prima che esploda la bomba sociale si tenterà tutto il possibile per avere risposte. Ieri c’è stata una prima riunione nella quale i sindacati hanno messo a punto gli obiettivi di lotta. La prima grande manifestazione, che probabilmente si terrà a novembre (inizialmente si era parlato di ottobre, ma i tempi per organizzarla sono stretti), punta a dare visibilità alla vertenza. Sarà una manifestazione che richiamerà l’attenzione dell’opinione pubblica su una vertenza, quella dei tessili della provincia di Nuoro, che per il lungo silenzio che l’ha accompagnata in questi anni, sembrava morta e sepolta. «È arrivato il momento di rilanciarla perché siamo alle soglie dell’emergenza – dice Katy Contini, segretaria provinciale dei tessili Cisl, – prima che la situazione precipiti bisogna riaprire una partita che non è stata mai chiusa. È in ballo la vita di tanta gente e di tante famiglie. Di ammortizzatori sociali si vive male, ma si tira avanti. Noi non chiediamo l’elemosina di altra cassa integrazione e della mobilità, ma chiediamo lavoro. Nella marea disperata di quanti chiedono risposte, i tessili si fanno avanti per pretendere che la politica faccia finalmente la sua parte e svolga veramente il ruolo che le è stato affidato col voto dei cittadini».
Nei prossimi giorni si terrà il primo incontro con i sindaci della zona, con quelli della Baronia e del Nuorese, territori dove erano presenti aziende tessili che con la chiusura hanno espulso i lavoratori, con i quali saranno concordate strategie e iniziative da intraprendere. Poi ci sarà l’incontro con i parlamentari e i consiglieri regionali della provincia di Nuoro, che si terrà al massimo entro metà ottobre. La vertenza è già stata portata all’attenzione dell’assessore regionale al Lavoro. Per il momento non ci sono risposte. Dopo due anni di silenzio, una categoria che la chiusura delle fabbriche ha trasformato in una specie in estinzione ha deciso di rialzare la testa. I tessili si mobilitano per chiedere risposte in termini occupazionali e di rilancio delle attività cessate a partire dal 2000, quando per prima chiuse la Texal. Chiedono che la provincia di Nuoro abbia le stesse risposte che Regione e governo hanno dato al Sulcis.
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