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Nuoro

Furto nel cantiere, il Comune riacquista gli attrezzi rubati

di Federico Sedda
Furto nel cantiere, il Comune riacquista gli attrezzi rubati

Ottana, l’amarezza del sindaco per gli appelli risultati inutili «Abbiamo comprato l’indispensabile per riattivare i lavori»

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OTTANA. L’appello del sindaco Gian Paolo Marras a restituire la refurtiva è caduto nel vuoto. Così al primo cittadino non è rimasto altro da fare che porre mano ai fondi regionali assegnati al Comune per i cantieri verdi e ordinare nuove attrezzature, almeno quelle indispensabili. Non prima, però, di avere chiuso il cantiere per un mese causa furto. Ora, grazie all’ordine di acquisto di nuove attrezzature fatte dal Comune con il sistema on line per accelerare i tempi, il cantiere forestale potrà riaprire. Difficile, però, stabilire una data precisa.

«Il lavoro – fa sapere il sindaco – riprenderà quando ci saranno consegnate le attrezzature». Intanto, per lunedì, con inizio alle 10, è stato fissato un incontro con gli operai per spiegare come sono andate le cose e per discutere i tempi e le modalità di ripresa dell’attività lavorativa per le squadre del primo e del secondo turno. In tutto 23 operai, tutti provenienti dalla liste dei disoccupati, per i quali, i due mesi di lavoro a turno nel cantiere di forestazione, rappresentano l’unica possibilità per mettere insieme i soldi per sopravvivere. In attesa del prossimo cantiere. Una situazione che a Ottana, dove i disoccupati ufficiali sono 738 con un tasso di disoccupazione pari al 46 per cento, va avanti dal 2010. Il progetto in corso, finanziato dalla Regione con 700mila euro, rappresenta la quinta annualità. La chiusura del cantiere provocata dall’azione sconsiderata dei ladri aveva provocato anche la protesta dei lavoratori rimasti a casa che, con una lettera al sindaco, avevano chiesto la ripresa del lavoro a causa della situazione economica precaria. «Molti di noi – avevano scritto – sono costretti a rivolgersi all’assistente sociale per chiedere i soldi per pagare le bollette della corrente elettrica». Ora, grazie alla decisione della giunta di stornare i fondi per l’acquisto di nuova attrezzatura, il cantiere potrà riaprire. Il rischio che una tale operazione potesse comportare il taglio di due posti di lavoro sembra sia stato scongiurato. «Abbiamo deciso di comprare solo il minimo indispensabile» chiarisce il sindaco. La notte tra il 7 e l’8 settembre i ladri avevano fatto sparire dal deposito comunale di via Soru tutti i macchinari agricoli usati nel cantiere, tra cui le trivelle e le motoseghe. Gli appelli sono tutti caduti nel vuoto.

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