Rinasce la proposta “Dopo di noi” della Astudhan
MACOMER. La proposta e il progetto sono di dieci anni fa, ma il problema è sempre attuale e dà risposta a una domanda angosciante che si pongono i genitori di persone con disabilità gravi: che fine...
MACOMER. La proposta e il progetto sono di dieci anni fa, ma il problema è sempre attuale e dà risposta a una domanda angosciante che si pongono i genitori di persone con disabilità gravi: che fine faranno dopo di noi i nostri figli? Mauro Aresu, presidente dell’Astudhan, l’associazione onlus per la tutela dei diritti degli handicappati, ha rispolverato e riproposto il progetto “Dopo di noi” e ha trovato attenzione nell’amministrazione comunale, che intende farlo proprio e portarlo avanti. In tempi di vacche magre non sarà facile trovare le risorse necessarie. Non si trovarono né i soldi necessari né l’attenzione giusta neppure dieci anni fa, quando le amministrazioni, dai livelli più bassi degli enti locali alla Regione, spendevano e spandevano finanziando sagre e concorsi di bellezza. Ora l’attenzione c’è, ma i soldi scarseggiano. All’incontro con l’associazione Astudhan erano presenti il sindaco Succu, la giunta comunale al completo, Marco Aresu e i dirigenti dell’associazione Perra, Scarpa e Betterelli. «La proposta – spiega Marco Aresu – è stata accolta molto favorevolmente e il sindaco si è impegnato a coinvolgere il Consiglio, l’Unione dei comuni e la Regione per i fondi Por-Fse e la cooperativa per trovare la strada migliore e più veloce per reperire gli opportuni finanziamenti e strutture». Nel 2005 il progetto fu portato all’attenzione dell’allora assessore regionale Sanità, Nerina Dirindin, e dell’assessorato ai servizi sociali del comune, ma è rimasto sulla carta. Quello dell’handicappato grave che perde i genitori e rimane solo è un problema estremamente delicato. Anche a Macomer ci sono ragazzi con handicap gravissimi che quando perdono i familiari rischiano di finire in posti sbagliati. Le situazioni particolari alle quali è urgente dare risposta sono diverse. «Il progetto “Dopo di Noi” – ha spiegato l’associazione Astudhan nella nota consegnata all’amministrazione comunale – , si dovrebbe legare alle strutture già esistenti (scuola, lavoro, centro diurno) in una rete sinergica, per agevolare e accompagnare il disabile a una vita dignitosa e il più possibile autonoma, prevedendo la realizzazione di una struttura residenziale di piccole dimensioni per accogliere disabili che a causa di accadimenti negativi (decesso, malattia, ricovero dei familiari) non possono usufruire di un adeguato sostegno familiare e sociale». (t.g.t.)
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