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Sassari

Tribunale

Accusato di avere segregato e torturato la compagna, lascia il carcere

di Nadia Cossu
Accusato di avere segregato e torturato la compagna, lascia il carcere

Il 34enne sassarese era stato arrestato a marzo: disposto l’obbligo di dimora nel Cagliaritano. La ragazza era stata liberata dai Carabinieri

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Sassari È uscito dal carcere di Bancali il 34enne sassarese arrestato lo scorso marzo perché accusato di aver segregato in casa e torturato la compagna per alcuni giorni. Il tribunale del Riesame (composto dai giudici Antonello Spanu, presidente, Massimo Zaniboni e Paolo Bulla) ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato difensore Marco Palmieri e ha ordinato l’immediata scarcerazione dell’indagato disponendo nei suoi confronti gli obblighi di dimora a Monserrato (in provincia di Cagliari) e di presentazione ai carabinieri per la firma.

I fatti per i quali il 34enne era finito in manette (con la contestazione di reati pesantissimi quali maltrattamenti, sequestro di persona, tortura, violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale) si sarebbero verificati nel quartiere di Santa Maria di Pisa. L’uomo, secondo la ricostruzione dell’accusa confermata dalla giovane anche durante l’incidente probatorio, avrebbe sottoposto la compagna a una lunga serie di maltrattamenti e violenze tra ottobre 2025 e il 7 febbraio scorso. «Diceva che senza di lui non ero niente – aveva raccontato la persona offesa al gip Sergio De Luca – era geloso di tutto e di tutti. Non voleva che uscissi. Non voleva che vedessi mia madre. Mi controllava il telefono».

Era stata la madre della 23enne – non riuscendo a mettersi in contatto con la figlia da qualche giorno – a dare l’allarme. Vigili del fuoco e carabinieri erano entrati nell’appartamento da una finestra con l’autoscala e messo fine a quello che la giovane aveva descritto come un incubo. Dopo la liberazione la giovane, assistita dall’avvocato Pietro Fresu, era stata ricoverata per qualche giorno all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari e successivamente affidata a un centro di supporto per le vittime di violenza, prima di trasferirsi in una comunità di recupero. 

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