La Nuova Sardegna

Nuoro

Trent’anni di canto polifonico

di Francesco Pirisi
Trent’anni di canto polifonico

Il Complesso vocale diretto da Franca Floris fa festa nella chiesetta di Nostra Signora delle Grazie

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NUORO. Domenica prossima la chiesetta vecchia delle Grazie ospiterà il concerto per celebrare i trent’anni del Complesso vocale di Nuoro, diretto da Franca Floris. Per l’occasione a guidare i cantori, specialisti nella polifonia colta, sarà il compositore basco Javier Busto, maestro conosciuto a livello internazionale e che si porta dentro il bagaglio accademico anche una laurea in medicina. Altra tappa del programma celebrativo a dicembre con l’esecuzione della “Missa Luba”, che è la messa cattolica congolese. In quell’occasione il coro di Franca Floris sarà accompagnato dal quartetto di percussioni “Kangbé”, di Nuoro. Strettamente personale per i ragazzi l’appuntamento di febbraio, al Tribu.

Ci sarà un laboratorio per la realizzazione di maschere che saranno subito utilizzate in una commedia madrigalesca (musica profana del Cinquecento) scritta da Adriano Banchieri. Le date del trentennale sono state presentate ieri nell’auditorium dell’istituto commerciale “Salvatore Satta”, da Franca Floris e dalla presidente Michela Murru. Tra le altre cose è stato ricordato il laboratorio di canto, previsto nei giorni di venerdì e sabato della settimana entrante, e curato proprio dal maestro Busto. Un’occasione di nuova e alta formazione, a vantaggio soprattutto dei più giovani, che si avvicinano alla specialità canora: «Il nostro gruppo è composito. Ci sono coristi sessantenni, che come me fanno parte del nucleo originario, partito nel 1984, e tanti giovani. I nuovi apporti, sono continui e garantiscono l’energia per andare avanti sempre con gli stessi ritmi. Il canto polifonico, del resto, dà tanta soddisfazione e non solo per chi lo ascolta. Certo necessita di tanto impegno e di turni di prove di almeno due volte la settimana».

Il genere è quelle della polifonia colta e ha sempre contraddistinto il complesso di Franca Floris, che è nato al fianco della scuola civica di musica al tempo diretta da Antonietta Chironi. Diverse le tradizioni musicali. Ancora la parola alla Floris: «Fin dall’inizio ci siamo caratterizzati per affrontare un ricco repertorio, con l’obiettivo di eseguirlo in modo filologico corretto. Non solo il canto gregoriano, con un gruppo di ragazzi che si sono specializzati in questa proposta, ma anche il repertorio madrilistico e solistico, una formazione da camera per l’esecuzione del repertorio rinascimentale e poi il grande coro per l’800. Nessuna discriminazione per la tradizione popolare sarda: il complesso di Nuoro ha nel suo repertorio alcuni dei “rosari” più noti, da quello di Orosei alle preghiere che nel Montiferru (da Santu Lussurgiu a Scano Montiferro) accompagnano la mestizia della settimana santa». Trent’anni dopo tanta la sperimentazione e la scelta di cimentarsi con generi antichi e nuovi della musica. Detto del concerto con i percussionisti locali, per la messa congolese, un altro sodalizio sul palco sarà con i musicisti jazz: l’incontro è previsto per il prossimo anno, nell’ambito delle attività dell’Ente musicale nuorese. Musica e arte a parte, l’unico problema rimane la sede, dove svolgere l’attività. Il coro dovrà lasciare la sala occupata sinora e cerca con trepidazione di trovare un’alternativa.

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