Trecento famiglie sperano in un alloggio comunale
Il Comune alle prese con l’emergenza abitativa gravata dalla crisi economica L’assessore Raimondo Deiara: «Un elenco che cresce di giorno in giorno»
di Francesco Pirisi
NUORO
La crisi economica e sociale ha tra le sue facce quella dell’emergenza abitativa. Dal 2012 negli uffici municipali sono pervenute 300 richieste di un alloggio. Gente disperata, come nel caso della giovane coppia che nel periodo scorso ha occupato un appartamentino popolare al piano terra in via “Su Pinu”, e per la quale è in arrivo lo sfratto coattivo. Richieste non esaudibili, neppure per i casi estremi, prima che sia pubblicata la nuova graduatoria che dovrà sostituire quella del 2002. «L’anno passato abbiamo fatto il bando e ora gli uffici lavorano per definire punteggi e posizione per i singoli richiedenti», spiega Raimondo Deiara, assessore dell’Urbanistica ed Edilizia residenziale. Per poi proseguire: «È importante fare presto, considerate le situazioni di emergenza di cui tutti i giorni veniamo a conoscenza, ma anche per chiarire bene la situazione dei singoli cittadini: con la vecchia graduatoria si rischierebbe infatti di favorire famiglie che nel frattempo hanno migliorato la loro condizione, per via della titolarità di una casa o uno stipendio più alto, ed escludere chi invece ha realmente bisogno». Per rafforzare la filosofia d’intervento gli uffici stanno procedendo alla verifica dei requisiti di chi un alloggio ce l’ha già, per capire se questi elementi permangono oppure no. In questo ultimo caso scatterebbe l’obbligo di restituire l’appartamento perché non si tratta di assegnazioni “in perpetuo”, ma solo per quei cittadini che non sono nelle condizioni di rivolgersi al mercato libero. Le previsioni, almeno quelle ottimistiche, sono tuttavia minate alla base dalla carenza di case. La proprietà del Comune è di 225 alloggi, distribuiti tra “Monte Gurtei”, “Su Nuraghe”, “Su Pinu”, “Funtana Buddia” e la zona dell’ospedale. Già da tempo 43 di questi (il 25 per cento) sono stati stralciati dal conto generale e assegnati per l’emergenza abitativa, secondo le previsioni della legge regionale 13 dell’89. Non ne è avanzato uno, spiegano in municipio. Né potrà accrescere la dotazione il contratto di quartiere di “Su Pinu”, che prevede l’abbattimento e la ricostruzione di una quarantina di appartamenti.
«Per questo abbiamo fatto richiesta ad Area, che già gestisce 76 alloggi del patrimonio comunale, di completare il complesso Pilotis, a Funtana Budddia. Inoltre gli abbiamo messo a disposizione anche un terreno edificabile in via Tridentina, al “Nurache”. Per il momento senza riposta», aggiunge Deiara, che ha girato la richiesta al vice-ministro delle Infrastrutture, il compagno di partito nel Psi, Riccardo Nencini. La Giunta guidata da Bianchi punta dritta anche sulla Regione, affinché la questione dell’ampliamento dei complessi di edilizia popolare diventi un tema centrale nel confronto e nell’iniziativa della Regione, anche oltre le iniziative che si sono registrate in questo periodo. L’obiettivo è quello di scrivere una nuova legge, che superi i limiti di quella attuale. Ancora l’assessore dell’Urbanistica e dell’Edilizia residenziale: «Va tolta la possibilità di entrare in graduatoria a chi possiede un immobile in un comune diverso da quello di residenza. Altra incongruenza la possibilità di sanare l’occupazione abusiva, come è successo da poco, a vantaggio di chi aveva occupato un alloggio entro il luglio 2011 e aveva corrisposto in maniera regolare il canone. Non dobbiamo legalizzare l’abuso, anche perché va a discapito di chi ha il diritto e la necessità di poter contare sull’alloggio del patrimonio pubblico. Anzi, vanno riscritte le regole, in maniera che vi sia la certezza del diritto». In municipio si potranno realizzare piccoli aggiustamenti, in modo da rispondere ai casi drammatici, con famiglie anche con bambini che rischiano di dormire all’addiaccio. La nuova graduatoria dovrebbe fare un po’ di ordine, soprattutto – aggiunge Deiara – se si velocizzeranno i tempi. L’altro riferimento normativo è il regolamento, che si dibatte tra uffici e commissione consiliare: dovrà fissare i criteri fermi e precisi per stabilire chi realmente rientra nei parametri dell’emergenza abitativa.
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