La speranza di Irene Fois di avere una casa dall’ex Iacp
NUORO. Tra le famiglie che fanno affidamento sulla nuova graduatoria del Comune per l’assegnazione delle case popolari, c’è la signora Irene Fois. Quarant’otto anni, barista nel locale del fratello,...
NUORO. Tra le famiglie che fanno affidamento sulla nuova graduatoria del Comune per l’assegnazione delle case popolari, c’è la signora Irene Fois. Quarant’otto anni, barista nel locale del fratello, sposata e separata da 14 anni, con due figli a carico.
«Ho presentato la domanda a gennaio, quando è stato pubblicato il nuovo bando – dice – . Spero di entrare in graduatoria e poter contare sull’alloggio. Oggi vivo in case d’affitto, dove tra canone al proprietario e condominio vado a pagare 450 euro al mese. Un costo che si porta via una parte consistente del salario, in tempi nei quali siamo oberati di tasse e ogni cosa ha aumentato il suo prezzo».
Una storia umana vissuta sul filo del rasoio, con il pericolo di non farcela, come ce ne sono tante anche a Nuoro. La conferma nelle innumerevoli richieste di sostegno economico ai Servizi Sociali e nei numeri dell’emergenza abitativa cresciuti a dismisura negli ultimi anni. La signora Irene è rientrata nel gruppo.
Soprattutto se si guarda alla situazione all’indomani della separazione: «Mi sono ritrovata da sola a dover crescere i due figli, di sette e due anni, senza un reddito che non fosse l’assegno di mantenimento di mio marito». La casa popolare rappresentava già un primo sostegno. Per questo la domanda allo Iacp, senza che tuttavia sia mai arrivata una risposta positiva: «Non so perché ma pur con quella situazione non avevo che due punti nella graduatoria. Poi magari vedovo gente a cui era stato assegnato l’alloggio, perché risultava con reddito zero e però andava in giro con auto di lusso».
Povera e beffata, pensa Irene Fois. Dal 2007 la possibilità di lavorare ha risollevato le sorti economiche, ma non al punto di poter guardare alla vita con la necessaria e giusta serenità. Soprattutto se il pensiero va ai suoi figli, Marco e Loredana: il primo impegnato alle Superiori, la femmina, ventenne, ferma nell’attesa di un’occupazione.
«Gli sforzi sono prima di tutto per loro, è anche superfluo dirlo. La possibilità di avere la casa popolare sarebbe un grosso aiuto – aggiunge –. Attendiamo la graduatoria. Sarò vigile che tutto sia fatto in maniera regolare. Se dovessi vedere delle ingiustizie o il fatto che passino avanti persone che non hanno requisiti, questa volta non starò zitta, ma denuncerò in tutte le maniere possibili». (f.pi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
