La Nuova Sardegna

Nuoro

Disabili, i sindaci accolgono il progetto della “Astudhan”

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, Succu promotore nell’Unione dei Comuni Resta ancora da risolvere il problema del finanziamento

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MACOMER. Il progetto dell’Associazione per la tutela dei portatori di handicap per far sì che i disabili che rimangono senza il sostegno della famiglia possano essere affidati a operatori che abbiano competenze necessarie allo svolgimento dell’importante compito di cura e presenza affettiva, è stato accolto favorevolmente anche dai sindaci del Marghine. Il progetto “Dopo di noi” (il nome si ispira alla domanda che si pongono i genitori di figli con handicap gravi quando si chiedono cosa accadrà quando verranno a mancare) era stato già accolto con interesse dall’amministrazione comunale di Macomer. Il sindaco, Antonio Succu, lo ha portato all'attenzione dell’Unione dei comuni. I sindaci del Marghine hanno subito mostrato attenzione verso la proposta dell’Astudhan che punta a dare risposta a un problema reale che non riguarda solo il centro Sardegna. Si pone il problema del finanziamento, che in tempi di vacche magre non è di facile soluzione. Si cercherà di trovare le risorse tra le pieghe dell’Accordo di programma di Tossilo, che tra le altre cose finanzia anche le iniziative imprenditoriali che erogano servizi alla persona, ma l’idea è anche quella di individuare una quota percentuale di risorse destinate ai servizi sociali, magari rapportata al numero degli abitanti, con la quale contribuire al finanziamento del progetto. Naturalmente si cercherà di percorrere anche altre strade alla ricerca di finanziamenti che siano in grado di dare corpo e anima a un progetto di altissima valenza sociale.

Il termine “Dopo di noi” riflette i sentimenti di preoccupazione e angoscia per il futuro dei propri figli disabili che affliggono i genitori di un portatore di handicap. La preoccupazione maggiore della famiglia di un ragazzo disabile è la vita adulta autonoma del loro figlio, l’inizio della quale spesso coincide con la scomparsa dei genitori. È prassi normale che siano i genitori a occuparsi direttamente in famiglia del figlio disabile fino a quando ne hanno le possibilità e le forze. Poi c’è il vuoto. Il progetto dell’Astudhan è la prima iniziativa di questo tipo che si cerca di portare avanti in Sardegna. Evidentemente c’è poca sensibilità verso il problema dato che l’associazione di Macomer lo porta avanti da un decennio. Di attenzione ne ha ricevuto tanta, ma nel concreto non c’è stato alcun riscontro nei fatti. Questa potrebbe essere la volta buona. «Quella sulla quale stiamo lavorando e ci proponiamo di realizzare – ha detto il sindaco di Macomer, Antonio Succu, – è una struttura a basso contenuto sanitario e ad alto contenuto affettivo e occupazionale. Non vogliamo realizzare un parcheggio, ma una seconda casa che offra lo stesso calore della famiglia a queste persone sfortunate che rimangono senza i genitori». Questo tipo di soluzione è condiviso anche dal presidente dell’Unione dei comuni, Tore Ghisu. «È un servizio nuovo e importante, unico in Sardegna – ha detto –, quello che si realizzerà a Macomer è un progetto pilota a livello regionale. La realizzazione della struttura può essere fatta dall’ente pubblico, in questo caso i comuni, ma la gestione deve essere privata e va affidata a una cooperativa o a ditte specializzate».

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