Soru: «La crisi non può essere per sempre»
NUORO. Ha parlato da segretario in pectore. Idee, progetti, speranze e, soprattutto, tanta voglia di impegnarsi per rilanciare il Partito democratico e con lui tutta la Sardegna. Renato Soru ha...
NUORO. Ha parlato da segretario in pectore. Idee, progetti, speranze e, soprattutto, tanta voglia di impegnarsi per rilanciare il Partito democratico e con lui tutta la Sardegna. Renato Soru ha incontrato gli elettori del Pd nel suo tour elettorale per le primarie della segreteria regionale del partito. Non c’è stato il solito bagno di folla per ascoltare il parlamentare europeo, forse a causa dei troppi veleni di questo periodo. Renato Soru ha affrontato l’argomento, ma senza entrare nel particolare, ribadendo che lui sarà il segretario di tutti, che questi contrasti sono concepibili, anche se non in maniera così virulenta, nel corso di una campagna elettorale, ma che poi dovranno finire «perché tutti dovremo lavorare per un partito unito e propositivo, che si interessi dei problemi della gente. Un partito nuovo che chiama i cittadini alla partecipazione – ha sostenuto Renato Soru –. Non possiamo continuare a pensare un partito che stenta a dare risposte. Perchè le difficoltà non possono essere il nostro destino e così rischiamo di perdere anche la speranza. Non possiamo accettare che in Sardegna la crisi sia per sempre – ha continuato il parlamentare europeo –. Altri paesi molto più indietro dell’Italia hanno fatto passi da gigante e ora sono all’avanguardia nei settori delle tecnologie e hanno il Pil in crescita in doppia cifra. Stiamo tornando troppo indietro, ma dobbiamo smetterla di cercare solo colpe e responsabilità. Dobbiamo ripartire e per farlo c’è una sola strada: quella dell’istruzione. È fondamentale se vogliamo garantire un futuro ai nostri figli».
Poi, Renato Soru ha sciorinato numeri da brivido sulla Sardegna proprio per quanto riguarda l’istruzione. Un paragone con gli altri paesi europei, anche quelli considerati a torto più in ritardo. «Siamo sempre agli ultimi posti – ha continuato il candidato alla segreteria regionale del Pd – e non è accettabile. Abbiamo potenzialità immense che non vengono sfruttate, noi come Partito democratico dobbiamo dare nuovo impulso alla politica con iniziative credibili, che abbiamo il potere di riavvicinare la gente. Una sfida da vincere». (plp)
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