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Mozione contro la mazzata Irpef

Mozione contro la mazzata Irpef

È stata presentata ieri ai cittadini dalla minoranza in Consiglio

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MACOMER. Una mozione dei gruppi di minoranza, che probabilmente verrà discussa in consiglio comunale nella riunione convocata per mercoledì, propone la soluzione per evitare la mazzata degli aumenti dell’addizionale Irpef con la quale il Comune pagherà un debito fuori bilancio da un milione di euro. Si tratta di un mutuo da contrarsi con un istituto di credito allo stesso tasso della Cassa depositi e prestiti, ma con meno vincoli di utilizzo. La mozione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti i consiglieri Riccardo Uda, Federico Castori, Giuseppe Ledda, Giuseppe Pirisi e Gianfranca Deriu. «Si evita di svenare i cittadini in un momento già molto difficile per Macomer – ha detto Pirisi durante la conferenza stampa –, si vuole evitare di lasciare debiti ai figli, ma se si ammazzano i genitori, i figli, che già scappano da Macomer, non avranno più ragione di ritornarci». Una variazione di bilancio che consenta di contrarre il mutuo è possibile entro il 30 novembre. Poi resterà solo la tassa. «Questa che proponiamo – ha detto Riccardo Uda – è una soluzione seria perché evita di gravare sui redditi più bassi con aumenti dell’addizionale che triplicano l’imposta. Non vogliamo meriti e non ci interessa perdere tempo con discussioni che non servono a risolvere il problema. L’importante è che si approvi e si applichi la mozione». La proposta dei gruppi di minoranza prevede la contrazione di un mutuo da un milione di euro da restituirsi in vent’anni. Ciò comporterà una rata annuale di 75 mila euro. «La copertura – è scritto nella mozione – può essere assicurata con un incremento dell’addizionale Ipef in vigore nel 2013 meno gravoso, più perequato e progressivo rispetto alle aliquote introdotte con la deliberazione del 27 agosto», aliquote che attualmente gravano «in maniera più incisiva sulle classi di reddito più basse». La proposta prevede che la fascia di reddito fino a 15 mila euro non subisca aumenti e che alle fasce successive si applichino aumenti a partire dallo 0,02% fino allo 0,30 per l’ultimo scaglione di reddito. (t.g.t.)

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