La Nuova Sardegna

Nuoro

Teatro Eliseo da chiudere Allarme dei vigili del fuoco

di Luciano Piras
Teatro Eliseo da chiudere Allarme dei vigili del fuoco

La struttura di via Roma senza certificato di agibilità da quattro anni Interrogazione urgente del consigliere comunale di opposizione Pierluigi Saiu

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NUORO. «Il Teatro Eliseo non potrà esercire». Ossia: il teatro di via Roma va chiuso. Non è agibile. Con queste poche parole, scritte in grassetto e sottolineate, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Fabio Sassu ha comunicato al Comune che l’Eliseo non potrà più ospitare spettacoli, «a tutela della pubblica e privata incolumità», e che lo stesso corpo di sicurezza «non potrà garantire nemmeno il servizio di vigilanza che si rendesse necessario ed obbligatorio oltre i 500 posti nelle varie manifestazioni teatrali». Almeno fino a quando non verrà presentata la cosiddetta “Scia”, Segnalazione certificata di inizio attività. La procedura prevede poi un collaudo tecnico con i relativi controlli da parte degli stessi vigili del fuoco e se tutto è in ordine il rilascio del certificato.

Il problema è che il teatro Eliseo è senza il Certificato di prevenzione incendi dal 2010. Il “Cpi” (questo l’altro acronimo che sta mettendo nei guai il Comune di Nuoro), infatti, risulta scaduto l’11 gennaio di quattro anni fa. Da allora, nonostante le ripetute segnalazioni del comando provinciale dei vigili del fuoco, la struttura di via Roma ne è priva. La situazione viene segnalata la prima volta il 25 marzo 2010. In quella data si comunicava che il certificato era scaduto e si invitava a provvedere al rinnovo. Già allora al Comune veniva segnalato che «in mancanza del prescritto Certificato di prevenzione incendi l’attività non potrà esercire».

Il secondo avviso è datato 12 settembre 2011. Nella comunicazione si fa presente che l’amministrazione comunale non ha ancora ottemperato alla richiesta dell’anno prima. Inoltre viene evidenziato che «alcuni presìdi antincendi presenti nell’attività», come rilevato dagli stessi vigili, «hanno bisogno di manutenzione».

Passano altri tre anni e del certificato di prevenzione incendi nemmeno l’ombra.

Così il 9 ottobre scorso il comando provinciale di Funtana Buddia scrive ancora al palazzo di via Dante, ma questa volta invia la comunicazione (per conoscenza) anche alla prefettura. Nel nuovo avviso si sottolinea che alle due comunicazioni precedenti, quella del 2010 e quella del 2011, «non si è mai avuto alcun riscontro». Il Comune, insomma, secondo la missiva dei vigili, non solo non si è attivato per fare in modo che venisse rilasciato il Certificato di prevenzione incendi, ma non si è nemmeno degnato di rispondere. Da qui l’inevitabile conseguenza che, senza il certificato, il teatro Eliseo «non potrà esercire». In altre parole: deve chiudere.

Un problema irrisolto che rischia di togliere alla città uno spazio culturale conquistato anni fa dopo un ventennio di silenzio totale. Dopo l’anfiteatro di piazza Veneto, chiuso dal 2012, adesso c’è il rischio che tocchi anche al teatro Eliseo. «Che servano quattro anni per un Certificato di prevenzione incendi è una cosa che da un lato lascia senza parole e dall’altro provoca una certa irritazione. La stessa irritazione che si prova di fronte ai tempi biblici che riguardano i lavori pubblici al Comune di Nuoro» alza la voce Pierluigi Saiu, capogruppo Pdl in consiglio comunale, che sul “caso Eliseo” è pronto a presentare una interrogazione urgente al sindaco. «Tre anni per collaudare una struttura nuova come il Belvedere – va avanti –, tre anni per l’agibilità dell’ex Mercato civico. Da noi ci vogliono anni anche solo per asfaltare una strada o sistemare un marciapiede. Eppure sembra che questi ritardi non disturbino affatto i signori che governano la città. Tanto una scusa pronta c’è sempre e al peggio basta dire che la colpa è di Roma». «Non si può continuare a far finta di niente, né di fronte a problemi seri come questo, né di fronte all’incapacità di chi amministra Nuoro. Il teatro Eliseo – chiude il consigliere di minoranza Saiu – è un patrimonio della nostra città e va difeso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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