Studenti pendolari lasciati a terra dal pullman dell’Arst
Orgosolo, genitori costretti ad accompagnare i figli a scuola «Eppure noi paghiamo gli abbonamenti in anticipo»
ORGOSOLO. I figli restano a terra, un gruppo di mamme pronte alle azioni di protesta. L’anno scolastico è iniziato solo da poche settimane, eppure il problema dei trasporti si è ripresentato puntuale e identico. In tante, troppe occasioni, oltre una ventina di studenti non sono stati fatti salire a bordo degli autobus di linea dell’Arst, che dal paese dei murales avrebbero dovuto condurli nel capoluogo barbaricino. I veicoli pubblici risultavano già colmi di altri ragazzi e questo fatto ha costretto i genitori ad accompagnare personalmente i propri figli a scuola. L’alternativa per i ragazzi era attendere la coincidenza successiva, arrivando, così, in ritardo alla lezione. A ben poco sono serviti i ripetuti e numerosi interventi dell’amministrazione, con il sindaco Dionigi Deledda e l’assessore Bora Podda in prima linea. Questi ultimi hanno scritto, in diverse circostanze, ai dirigenti dell’ente regionale e sostenuto le proteste degli studenti, verificando di persona i denunciati disservizi.
«Ho sempre creduto – dichiara Bora Podda – che lo studio sia un dovere e, allo stesso modo, un diritto, pertanto è nostro preciso compito creare le condizioni ideali e favorevoli per il suo esercizio».
«In altre parole – aggiunge Dionigi Deledda – se un alunno arriva con frequenza in ritardo, si troverà in una posizione di indubbio svantaggio rispetto ai propri compagni di classe e, quindi, non potrà esercitare compiutamente il suo diritto all’istruzione».
La condizione di pendolari già espone, d’altra parte, gli studenti orgolesi a sacrifici notevoli, costringendoli ad alzarsi molto presto la mattina e a rientrare a casa dopo le 15 del pomeriggio. Poi, se a tutto questo si aggiunge il taglio delle corse degli autobus e il fatto che i giovani utenti, attraverso gli abbonamenti, paghino in anticipo il servizio di cui dovrebbero usufruire, la situazione diventa ancor di più complicata e incresciosa. Le mamme, dal canto loro, promettono battaglia, lasciando intravedere la possibilità di iniziative clamorose. «Questi reiterati ingressi alla seconda ora – sostengono – possono rappresentare una facile tentazione per decidere di non entrare a scuola, optando per altri pericolosi intrattenimenti».
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