Giovani Dem esclusi: nel Pd scoppia la bufera
MACOMER. L’esclusione dal voto dei Giovani democratici di Macomer è stata messa a verbale e il documento sarà ora all’attenzione degli organismi di garanzia, il cui intervento è stato chiesto dalla...
MACOMER. L’esclusione dal voto dei Giovani democratici di Macomer è stata messa a verbale e il documento sarà ora all’attenzione degli organismi di garanzia, il cui intervento è stato chiesto dalla segretaria provinciale, Laura Mura, e dal segretario regionale, Mauro Usai. Il segretario del circolo di Macomer, Daniele Nieddu, che fa parte anche della segreteria provinciale, ci è sicuramente rimasto male non sono per l’esclusione, ma anche per il modo col quale è stato trattato quando si è sentito dire che il suo nome non era nelle liste certificate dalla commissione provinciale dei garanti e dalla commissione di garanzia.
In altri tempi sarebbe finito tutto andando via sbattendo la porta per approdare in un altro partito (o in un’altra sezione). Fatti più o meno simili sono accaduti anche a Macomer ai tempi della Dc o del Pci, quando allo scontro seguivano le “scomuniche”. I giovani Dem di Macomer, invece, hanno agito diversamente. Daniele Nieddu è rimasto in silenzio per alcuni giorni, ma evidentemente non ci dormiva sopra dato che martedì (il congresso di circolo si è svolto venerdì 10 ottobre) è uscito in contemporanea con le segreterie giovanili provinciale e regionale scatenando il finimondo.
Nel putiferio che ne è seguito è passato in secondo piano anche il risultato del congresso, che è il seguente: Antonio Arghittu 49 voti e fa l’en plein prendendo tutti gli otto seggi disponibili, Michele Corda 5 voti e Francesco Manca 1. Poiché ha votato il 72% degli iscritti, se ne desume che a Macomer il Pd abbia un centinaio di tesserati. Tutti i seggi sono stati attribuiti alla lista Arghittu, ma cosa sarebbe accaduto se avessero votato i 14 giovani Dem? Probabilmente Michele Corda avrebbe preso tre seggi. Daniele Nieddu e i suoi coetanei, 14 in tutto, avevano infatti presentato una lista che sosteneva Corda, che ha ottenuto 5 voti degli altri iscritti del circolo. Con quasi venti voti Corda avrebbe piazzato tre quozienti e Arghittu sarebbe sceso a cinque. Questo, naturalmente, se le cose fossero andate diversamente.
Si tratta ora di vedere quali saranno i prossimi sviluppi della vicenda dei Giovani Democratici esclusi dal voto. Il garante del congresso di circolo, Tonino Loi, ha spiegato in una nota che l’anagrafe degli iscritti al voto era certificata dalla commissione provinciale dei garanti e dalla commissione regionale di garanzia. In quella lista non c’erano i nomi di Nieddu e dei ragazzi, per cui non potevano votare. Nieddu sostiene invece di essere in regola con l’iscrizione e di averla verificata anche on line. Il segretario del circolo, Antonio Marco Delpiano, ha spiegato in un comunicato che si è svolto tutto regolarmente. La parola passa ora agli organi di garanzia. (t.g.t.)
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