Sassari, riapre l’edicola di piazza Fiume, la sfida di Samuele: «Sono un romantico, rimango affezionato al profumo del giornale»
Il 33enne: «Parto da zero, non ho mai pensato di fare l’edicolante ma sento che adesso questo può essere il mio posto nel mondo»
Sassari Da questo venerdì, se vi capiterà di passare per piazza Fiume, nel marasma dei tavolini dei bar e a pochi passi dalla scultura di Enrico Costa, potrete risentire il profumo dell'inchiostro, fresco di stampa.
Il tempo di fare gli ultimi ritocchi e l’edicola potrà finalmente riaprire i battenti. A rilevare la storica attività, chiusa da un anno e mezzo, è Samuele Cau, ragazzo sassarese di 33 anni. Alle spalle esperienze eterogenee come manovale, pizzaiolo, magazziniere e commesso in un punto vendita per ricariche.
Poi ad aprile l’illuminazione, si faceva sempre più viva in lui l’esigenza di buttarsi nella filiera della carta stampata. Così Samuele ha rialzato quella serranda con un “piccolo’’ investimento da 20 mila euro.
«Parto da zero, avevo bisogno di una nuova sfida lavorativa, non ho mai pensato di fare l’edicolante ma sento che adesso questo può essere il mio posto nel mondo», brillano gli occhi di Samuele mentre ci spiega questa nuova fase della sua vita.
Sarà un’edicola moderna e polifunzionale dove si troverà un po’ di tutto: quotidiani, riviste e giochi per bambini ma anche servizi di pagamento come bollettini, f24, bolli auto e spedizioni di pacchi Amazon. All’inizio aprirà solo la mattina dalle 7 alle 13, mentre da settembre, per un servizio più completo, si punta ad aprire anche il pomeriggio dalle 16 fino alle 19.
È senz’altro un atto di coraggio e di resistenza che intende offrire un lume di speranza dentro un contesto storico complicato. La carta stampata registra da anni un calo importante delle vendite. L’ultima edicola a chiudere in città è stata quella di Piazza Marconi. La crisi, si sa, è figlia del vento impetuoso della rivoluzione digitale.
Per non rimanere indietro, l’informazione si è evoluta, affiancando alla carta anche l’esperienza dei siti web e social; chi un tempo si recava quotidianamente in edicola, oggi riconosce la comodità di leggere tutto sullo smartphone a portata di click; al contempo i margini di guadagno per gli edicolanti sono ridotti all’osso e ciò non basta per coprire i costi di gestione.
«Gli edicolanti che continuano a lavorare sono pochi, molti hanno chiuso e venduto le attività. E per chi vuole aprire è difficile perché i prezzi sono alti. Io ho trovato una buona occasione, il mio investimento è relativamente piccolo, non finirò mai in rovina, male che vada potrò riconvertire il chiosco in un frutta verdura o in un negozio di fiori».
In questo quadro, Samuele non si lascia spettinare e decide di mettersi di traverso rispetto a un destino che sembra irreversibile. «Sono un romantico. Rimango e rimarrò sempre affezionato al giornale di carta e al suo profumo».
La paura che vada male c’è ed è fisiologica ma sottolinea: «È comunque importante riabituare la gente a riprendere in mano un giornale, per questo è utile offrire un approfondimento che scavi più in profondità e che sia in grado di entrare dentro la notizia». Non bastano più i post in cui ci si imbatte scrollando il feed sui social, a volte si legge solo il titolo.
«Gli articoli di giornale devono far girare la testa, offrire uno sguardo diverso, più attento ai dettagli e a quello che i cittadini non possono vedere». Una riapertura tanto significativa per il futuro di Samuele quanto per quella parte di Sassari, negli ultimi tempi in sofferenza per la crisi del commercio di prossimità.
Anche se oggi «c’è molto più movimento rispetto al passato, vedo più turisti, fino a 10 anni fa non avrei mai aperto un’edicola. Adesso è il momento giusto». In piazza la mattina si respira un’aria positiva «io e gli altri esercenti facciamo rete, c’è sinergia, dobbiamo lavorare, l’obiettivo è dare alla cittadinanza un servizio in più, un presidio di civiltà, spero che sempre più persone in futuro possano scegliere il nostro centro».
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