La Nuova Sardegna

Nuoro

L’agroalimentare settore trainante al posto del tessile

di Tito Giuseppe Tola
L’agroalimentare settore trainante al posto del tessile

Domani un convegno organizzato dalla Confindustria Formaggi e insaccati prodotti anche dalle miniaziende

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MACOMER. Nel centro Sardegna il settore agroalimentare occupa più addetti di quanti trovavano lavoro nelle industrie tessili di Macomer e Ottana, cancellate dalla crisi nel decennio scorso. Il futuro economico e occupazionale di Macomer e della Sardegna centrale è nell’agroalimentare. Non più tessuti e calze, dunque, ma i formaggi delle industrie casearie di qualità rimaste dopo la chiusura dei grandi caseifici, ma anche quelli dei minicaseifici di cui si sono dotate molte aziende di allevamento, e poi le carni e gli insaccati di alcune aziende che da anni hanno trovato spazi per la collocazione dei prodotti nella grande distribuzione, fuori dalla Sardegna e all’estero. Sui temi dell'agroalimentare si soffermerà il convegno promosso da Confindustria che si terrà domani, con inizio alle ore 9, nei locali delle ex caserme Mura di Macomer. Titolo del convegno: «L’industria alimentare settore strategico per la Sardegna. Il polo agroalimentare del Marghine». È previsto l'intervento tra i relatori degli assessori regionali all’Industria e all’Agricoltura. Nella Sardegna centrale sono attive più di 500 imprese del settore, gli occupati sono 1700 e il fatturato supera i 120 milioni di euro, di cui poco più di 25 milioni derivano dall’export (pari a quasi il 20% dell’export regionale). «A questo settore chiave per l’economia regionale e provinciale – dice il presidente della Confindustria di Nuoro, Roberto Bornioli, – è dedicato il convegno di domani. Al centro dell’iniziativa sono le eccellenze e le potenzialità di un comparto che, con suoi 11.000 occupati e quasi 400 milioni di euro di valore aggiunto a livello regionale, è riuscito meglio di altri a far fronte alla crisi grazie alla qualità e all’innovazione di prodotto e all’export. A confermarlo sono anche i dati 2013 diffusi dall’Istituto per il Commercio Estero che ha registrato un balzo del 10% nelle esportazioni dei prodotti agroalimentari sardi, pari a un giro di affari complessivo di 167,5 milioni di euro, che è il 20% dell’export non oil». Nel corso del convegno presenterà alcune proposte di collaborazione tra l’industria alimentare e il comparto agricolo. Tra queste figurano interventi concreti per rivitalizzare il settore agricolo per raddoppiare produzioni e fatturato, attività di promozione ed export, strategie e politiche integrate tra assessorati all’Agricoltura e all’Industria e la creazione di una filiera integrata che operi in una logica di sistema tra agricoltura e agroindustria.

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