Rifiuti, il Tar dà ragione al Comune
L’Adiconsum e alcune associazioni di categoria avevano chiesto al tribunale di annullare il regolamento Tares 2013
NUORO. Nella guerra sulla tassa dei rifiuti che nei mesi scorsi ha infiammato la città ora c’è una certezza: il Tar ha giudicato legittimi sia il regolamento comunale che disciplina la Tares (la “vecchia” tassa sui rifiuti, ora sostituita dalla Tari) sia il piano tariffario relativo al 2013.
Nulla di fatto, quindi, per l’Adiconsum e le associazioni di categoria (Apan, Confesercenti, Confartigianato Cna, Ascom, Lega coop) che nel febbraio scorso avevano impugnato la delibera comunale che introduceva il nuovo tributo e il nuovo regime tariffario. L’accusa contro l’amministrazione era quella di aver aumentato la tassazione a carico di famiglie e imprese a livelli insostenibili. Nel mirino, secondo le associazioni, erano finiti i commercianti. «Rispetto alla Tarsu 2012, la Tares 2013 raddoppia gli importi richiesti: il titolare di una pizzeria al taglio, ad esempio, è costretto a pagare il 500 per cento in più, e così i ristoratori e i fruttivendoli», protestavano in coro.
«Proteste condivisibili – ammette il sindaco Sandro Bianchi – ma l’amministrazione deve rispettare le regole per come le ha stabilite la normativa nazionale. Ed è quello che la giunta ha fatto anche in tema di rifiuti. Questa sentenza del Tar ci dà ragione perché riconosce che l’amministrazione, sui singoli punti del regolamento Tares che sono stati impugnati dalle associazioni, ha agito rispettando le normative in materia».
Il sindaco dice più volte “giusta” per definire il senso della sentenza emessa due giorni fa dal Tribunale amministrativo di Cagliari. «La decisione dei giudici non è motivo di soddisfazione per l’amministrazione, l’avremmo accettata anche se ci avesse dato torto. Ciò che mi conforta è che il Tar abbia certificato che noi, comunque, siamo dentro il rispetto delle regole. Ma il problema della tassazione rimane e non è un problema solo di Nuoro, purtroppo, ma di tutta Italia. Il governo centrale fa le leggi e poi il lavoro sporco lo lascia ai sindaci, è questa la verità».
Il punto centrale del discorso del sindaco è un messaggio all’opposizione e alle associazioni di categoria che dell’imposta sui rifiuti hanno fatto il loro cavallo di battaglia. «Mi spiace che il malcontento dei cittadini nuoresi sia stato strumentalizzato. Un gioco nel quale sono cadute anche le associazioni di categoria che si sono fatte incantare da improvvisati capipopolo o pseudo esperti tributari».
Per il sindaco, invece, la strada migliore «è sempre quella del dialogo. Confindustria, ad esempio, non ha aderito al ricorso contro il Comune nè ai toni della protesta dei mesi scorsi. E ha chiesto al Comune l’apertura di un tavolo». E, a conti fatti, ha avuto ragione. I giudici, infatti, hanno rigettato il ricorso proposto dalle associazioni contro il regolamento Tares perché hanno constatato che il piano finanziario specifica i costi del servizio, i costi di gestione, le riduzioni e le agevolazioni in modo chiaro e dettagliato. Non solo. Anche riguardo alla voce di spesa di 183 mila euro relativa ai costi del personale dell’ufficio tributi il Tar dà torto ai ricorrenti stabilendo che non è sindacabile dai giudici la scelta amministrativa di destinare cinque dipendenti all’attività di recupero del tributo e al miglioramento del servizio di riscossione. Scelta che tra l’altro, precisano i giudici, ha consentito un notevole recupero dell’evasione.
«Questa sentenza non è motivo di orgoglio per l’amministrazione – ripete Bianchi– Abbiamo tenuto i toni bassi allora, durante le proteste, e anche oggi. Voglio che i cittadini sappiano che questa città è governata da persone che ci stanno mettendo la faccia. Come sindaco mi prendo tutte le responsabilità. Il Tar ci ha dato ragione, è vero, ma capisco le difficoltà dei cittadini e l’amministrazione è aperta al dialogo, da sempre».
Ora la prossima partita che si sta giocando è quella sul saldo del fondo unico agli enti locali. «È in corso una trattativa con la Regione che spero si concluda al più presto».
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