La piana di Oloè è ancora a rischio idrogeologico
Oliena, l’alveo del fiume Cedrino è ostruito da accumuli di detriti e canne Crisponi: «Se non si libera il corso delle acque il disastro potrebbe ripetersi»
OLIENA. La piana di Oloè è a rischio. A sostenerlo è il consigliere regionale Luigi Crisponi, che lancia un appello per un intervento risolutivo sull'alveo del fiume Cedrino.
«I lavori – spiega l'esponente dei Riformatori – vedono ancora in corso le attività appaltate dall’ANAS, mentre si sta avvicinando il brutto anniversario di quel terribile 18 novembre dell’anno scorso». Aggiunge Crisponi: «Purtroppo, oltre ai drammatici ricordi e al mancato ristoro dei danni a favore di chi è stato colpito dalla furia delle acque, rimangono irrisolti una serie di problemi che con l’arrivo della stagione delle piogge potrebbero drammaticamente riproporsi». Basterebbe, infatti, secondo l'ex assessore regionale al turismo, fermarsi per un attimo ad osservare il paesaggio sotto il viadotto che attraversa la strada che da Oliena porta a Dorgali, per notare una vera e propria foresta, fatta di canne, legname e di accumuli di detriti, i quali ancora oggi ostruiscono il regolare corso delle acque. Si tratterebbe, d'altra parte, di quegli stessi aspetti critici, che un anno fa contribuirono all'esondazione del fiume, che era stato sì ingrossato certamente dalle piogge, ma innalzato oltre gli argini anche dalla barriera di isolette, formatesi nel tempo intorno agli intoccabili canneti.
«Anche al fine di evitare il ripetersi di tali devastanti condizioni ritengo che non ci sia un attimo da perdere – dichiara, Crisponi – È necessario, dunque, liberare quell’area dai detriti, dal legname e dalle canne con un’operazione urgente di ripulitura, superando le assurde e restrittive leggi, alle quali, come se non bastasse, si aggiungono i conseguenti severi controlli da parte del corpo forestale».
Poter intervenire per eliminare le ostruzioni diventa, allora, fondamentale al fine di garantire, in caso di forti precipitazioni, stabilità agli argini e sicurezza ad aree e terreni adiacenti, oltre che allo stesso sistema viario. «Sono certo che se venisse data l’opportunità ai privati cittadini, che come ampiamente dimostrato proprio ad Oliena, sono sempre stati generosamente disponibili, quando si è trattato di rispondere ai problemi legati alla salvaguardia dell'ambiente, in breve tempo il corso del fiume verrebbe completamente liberato», suggerisce il rappresentante del centro-destra.
Per Crisponi l’auspicio «è che l'amministrazione provinciale, l’ente titolare dei corsi d’acqua, abbia già avviato le opportune richieste agli altri enti. In primis alla Regione». «Anche se in Regione – conclude amareggiato l’esponente dei Riformatori– è tutto un altro intreccio di pastoie burocratiche».
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