Lula, la pariglia di Fonni conquista il primo posto
La manifestazione ippica inserita nell’ambito del programma Geo-eventi in Italia Acrobazie e sincronismi perfetti lungo via Angioi hanno catturato il pubblico
LULA. La quinta Rassegna di pariglie ha chiuso ieri, in un pomeriggio baciato da un piacevole sole, la giornata dedicata alla conoscenza del territorio nell’ambito della Settimana del Pianeta Terra-Geo Eventi in Italia. Peraltro la manifestazione ippica, organizzata dall’ associazione locale Calavrina, era stata inclusa nei programmi dei “Grandi Eventi”, riconosciuti dalla Regione, in onore di San Francesco di Lula (1-10 maggio e 3-4 ottobre). Le cinque pariglie – due di Fonni, le altre tre di Bitti, Orune e Lula –, che si sono esibite lungo via Angioi, sono state all’altezza della situazione con perfomance, acrobazie in orizzontale e verticale, sincronismi perfetti, di alto livello tecnico che hanno mandato il pubblico presente (purtroppo non numeroso come nelle precedenti edizioni) in visibilio. Sicuramente non è stato un compito facile per la giuria che ha assegnato il primo posto alla pariglia di Fonni, composta da Ignazio Loddo, Marco Cadau, Marco Chillocci. Al secondo posto si è classificata la compagnia di Bitti (Pasquale e Giuseppe Demurtas ed Enrico Pittalis), e al terzo la pariglia di Orune (Francesco Mangia, Fabrizio Mura e Ninni Rosa).
Da rilevare la presenza in gara, nella pariglia di Orune, di una donna, Ninni Rosa che ha conquistato la simpatia del pubblico, confrontandosi alla pari, senza timori referenziali. La giornata è iniziata con due segmenti di grande valenza per il territorio di Lula: l’escursione guidata sul Montalbo, Sic (Sito di interesse comunitario), che rientra nella Rete Natura 2000 dell’Unione Europea, e la visita guidata, con il sindaco Mario Calia in veste di Cicerone, al comparto minerario di sos Enathos, sito del Parco Geo-minerario storico ambientale della Sardegna. C’è chi ha potuto ammirare le bellezze mozzafiato di una montagna dalle pieghe nascoste, grotte, fauna e flora con molteplici endemismi, chi ha visitato il museo e l’archeologia mineraria di un sito con oltre 2000 anni di storia, sin dal periodo degli ebrei cacciati da Roma e costretti a vivere a Punta Casteddu, alla parte estrema del Montalbo, e condannati ai lavori forzati nelle vicine miniere.
Gli escursionisti e i visitatori hanno vissuto «con entusiasmo e curiosità esperienze uniche. Di certo ritorneremo a Lula: è un paese e un territorio tutto da scoprire», ha sottolineato una turista mentre si gustava le pariglie. È stata scritta insomma una bella pagina per questo antico borgo sotto il Montalbo.
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