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Nuoro

truffa allo stato e all’ue

di Valeria Gianoglio
truffa allo stato e all’ue

NUORO. Per quattro anni, secondo la Finanza, hanno agito più o meno indisturbati. A scadenze regolari si presentavano in Comune a Orgosolo, depositavano le loro carte, e attraverso le stesse...

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NUORO. Per quattro anni, secondo la Finanza, hanno agito più o meno indisturbati. A scadenze regolari si presentavano in Comune a Orgosolo, depositavano le loro carte, e attraverso le stesse dichiaravano di possedere un numero di animali, e di cavalli in particolare, così consistente da far invidia alle scuderie dell’intera nazione. Abbiamo 910 capi equini, dicevano all’incirca gli allevatori orgolesi in questione, dateci pertanto i terreni comunali che ci spettano. E il Comune di Orgosolo, negli stessi quattro anni, dal 2008 al 2011 aveva concesso loro 1500 ettari di terre civiche. Una superficie sconfinata, tanto che gli stessi militari del nucleo di polizia tributaria di Nuoro, dopo avere scoperto la truffa da un milione e 200mila euro all’Unione europea che in queste ore ha portato a tre misure cautelari agli arresti domiciliari, hanno accertato che corrispondevano a un decimo dell’intero territorio di Orgosolo. Nel paese dei murales, tuttavia, più di qualche residente, di fronte a quella concessione di terreno così importante, aveva storto il naso. Circa 200 aziende erano rimaste tagliate fuori dal giro. E qualche voce, alla fine, era arrivata anche agli uomini della Finanza, e al nucleo di polizia tributaria guidato dal capitano Pasquale Pellecchia, che con molta discrezione, un paio di anni fa, avevano deciso dunque di aprire un’indagine, mentre in Procura era arrivata una lettera anonima. Nel frattempo, anche il Comune di Orgosolo si era mosso e aveva cominciato a restringere i cordoni delle sue concessioni.

Ma i due coniugi orgolesi, Pietro Catgiu, di 32 anni, e Manuela Floris, di 28 anni, secondo gli investigatori, non si erano comunque persi d’animo e di fronte alle nuove regole avevano cercato di aggirare l’ostacolo diversificando, dicono le Fiamme gialle, “le condotte truffaldine”. Anche se per la loro difesa di truffaldino non c’era niente. Visto che il Comune di Orgosolo stava concedendo loro meno ettari di terreni rispetto al passato, allora, sostiene la Finanza, i due coniugi si presentavano alla Coldiretti, depositavano falsi contratti di affitto di terreni, stipulati con persone che ne erano all’oscuro, e chiedevano alla Coldiretti di compilare le domande per accedere ai premi comunitari.

In questo percorso tra carte e autocertificazioni false, precisa la Finanza, Pietro Catgiu e Manuela Floris avevano ricevuto un preziosissimo aiuto da un dipendente della Coldiretti: Giuseppe Podda, di 41 anni. Secondo la Procura, che ha seguito l’inchiesta con il pm Andrea Schirra, Podda aveva spianato la strada ai due coniugi orgolesi dando le giuste dritte per ottenere i premi comunitari, e chiudendo gli occhi di fronte alle certificazioni false, ma anche accedendo al sistema informatico con password non sue. Sempre secondo l’accusa, in un arco di tempo compreso tra il 2008 e il 2013, Catgiu e Floris, con la complicità di Podda, erano riusciti a percepire un milione e 200mila euro di premi comunitari che non avrebbero dovuto ottenere. L’inchiesta ha toccato un punto chiave in queste ore con l’emissione delle tre misure cautelari agli arresti domiciliari per tre degli otto indagati. è stato disposto anche il sequestro preventivo di alcuni loro beni fino a raggiungere il valore del profitto che avrebbero raggiunto in modo illecito.

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