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Nuoro

Barbagia Flores, disposta una nuova perizia balistica

di Valeria Gianoglio
Barbagia Flores, disposta una nuova perizia balistica

Colpo di scena in Corte d’assise: riaperta l’istruttoria Slitta la sentenza. Prossima udienza il 18 dicembre

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NUORO. «La corte d’assise riapre l’istruttoria e dispone una perizia balistica sul frammento del proiettile che era depositato nell’ufficio corpi di reato del tribunale di Lanusei. Nomina come perito Giulio Madeddu. Il perito dovrà tornare in aula il 18 dicembre per illustrare i risultati dei suoi accertamenti». Poco dopo le 10 di ieri, la corte d’assise di Cagliari, riserva l’ultimo grande colpo di scena al processo Barbagia Flores. Dopo tre anni di udienze, era attesa e programmata per oggi, la sentenza sui cinque omicidi legati al caso Barbagia Flores, ma la decisione della corte ha stravolto tutti i piani e le previsioni iniziali.

Si riapre l’istruttoria, dunque, e si riparte da una perizia balistica sollecitata, di fatto, da una eccezione sollevata qualche udienza fa da uno dei difensori. Alcune settimane fa, infatti, il legale di Marcello Ladu, Paolo Pilia, al termine della sua arringa, con grande sorpresa dei presenti, aveva spiegato che nel fascicolo del dibattimento non era mai stato allegato un corpo di reato piuttosto importante. Si trattava dal frammento di un proiettile di pistola che era stato recuperato sul luogo dell’omicidio del cacciatore beneventano Francesco Giamattei, ucciso il 30 settembre del 2001 nelle campagne di Villagrande Strisaili. Per quell’omicidio è finito a giudizio, con l’accusa di essere il killer, proprio l’assistito di Paolo Pilia, l’ex latitante Marcello Ladu.

Quando Ladu era stato arrestato a Nuoro qualche anno fa, infatti, la polizia gli aveva sequestrato anche una pistola 357 Magnum marca Zastava. Alcuni accertamenti, in seguito, avrebbero dimostrato che era proprio quella pistola che aveva sparato e ucciso Francesco Giamattei. «Il corpo di reato non c’è – aveva affermato Paolo Pilia – non è mai stato allegato al fascicolo». La corte d’assise aveva chiuso comunque la fase istruttoria del processo e fissato per ieri la camera di consiglio e la sentenza. Ma proprio quando tutti si aspettavano che il presidente Claudio Gatti entrasse in aula e annunciasse alle parti l’orario orientativo della lettura del dispositivo, lo stesso presidente invece ha spiazzato tutti annunciando la riapertura dell’istruttoria proprio per il rilievo sollevato dall’avvocato Pilia. Il corpo di reato-frammento di proiettile, in effetti, non era davvero mai stato allegato al fascicolo del processo, ma fino a ieri era sempre rimasto nell’ufficio corpi di reato del tribunale di Lanusei. Ieri, infine, la corte ha affidato l’incarico per analizzare proprio quel reperto. La sentenza, dunque, slitterà di diversi mesi.

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