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Nuoro

truffa all’unione europea

Indagati dal gip scelgono di non rispondere

Indagati dal gip scelgono di non rispondere

NUORO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli indagati per la truffa ai danni della Ue. I loro legali hanno chiesto la revoca delle misure e il gip, Mauro Pusceddu ieri mattina si è...

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NUORO. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere gli indagati per la truffa ai danni della Ue. I loro legali hanno chiesto la revoca delle misure e il gip, Mauro Pusceddu ieri mattina si è riservato. L'inchiesta, che ha portato all'arresto di Pietro Catgiu, della moglie Manuela Floris e dell'impiegato del Centro di assistenza agricola di Orgosolo, Giuseppe Podda, accusati di aver messo su una truffa per oltre un milione e 200mila euro ai danni dello Stato e dell'Unione europea, e alla denuncia di altre 5 persone, indagate per utilizzo abusivo di sistemi informatici riservati, è stata svolta dalla Guardia di Finanza di Nuoro, Sezione Polizia tributaria. Secondo l'accusa (pm Schirra), dal 2008 al 2011 i due allevatori avevano presentato al Comune autocertificazioni attestanti il possesso di un numero superiore di capi di bestiame e di terreni per il loro pascolo, a fronte dei quali l'Ente locale ha concesso in uso civico 1.500 ettari di terreni pubblici.

«L’acquisizione delle concessioni comunali costituiva il via per il pagamento dei contributi che avveniva in proporzione ai titoli Pac posseduti – hanno detto gli inquirenti –. I coniugi non si sarebbero fermati nemmeno nel 2012 in seguito alle restrizioni del Comune e con la complicità dell'impiegato del Centro di assistenza agricola avrebbero presentato falsi contratti di affitto di terreni, stipulati con persone quasi sempre all'oscuro della vicenda».

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