La Nuova Sardegna

Nuoro

tribunale

Alleggerite le misure per gli indagati della truffa Ue

Alleggerite le misure per gli indagati della truffa Ue

NUORO. Si alleggeriscono, seppur di poco, le misure cautelari per alcuni degli indagati principali dell’inchiesta sulla truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea. Ieri mattina il giudice...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Si alleggeriscono, seppur di poco, le misure cautelari per alcuni degli indagati principali dell’inchiesta sulla truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea. Ieri mattina il giudice Mauro Pusceddu ha sciolto la riserva sulle richieste fatte dai legali di Pietro Catgiu e della moglie Manuela Floris, gli avvocati Angelo Magliocchetti e Ivano Iai. Potranno uscire di casa ma, mentre l’uomo potrà farlo solo in caso di estrema necessità, la moglie invece a orari prestabiliti, per poter accudire i figli. Resta invariata invece la posizione dell’impiegato del Centro di assistenza agricola di Orgosolo, Giuseppe Podda, difeso dagli avvocati Andrea Soddu e Paolo Tuffu. Tutti sono accusati di aver organizzato una truffa per oltre un milione e 200mila euro ai danni dell’Ue. Ma nella rete della Guardia di Finanza erano finiti anche altri due dipendenti della Coldiretti: Salvatore Fancello, difeso dall’avvocato Monica Macciotta, e Patrizia Faedda che assistita dall’avvocato Mario Lai, attraverso la produzione documentale ha dimostrato la sua estraneità dai fatti.

«Lunedì – ha detto il legale dell’impiegata, chiamata a rispondere di intrusione abusiva in sistema informatico riservato – presenterò la richiesta di archiviazione immediata». Il pm Schirra aveva chiesto per lei la misura interdittiva dal lavoro che poi il gip ha rigettato. Il suo coinvolgimento in questa vicenda sarebbe legato a una telefonata fatta nel pomeriggio di un determinato giorno alle 16:57 da un telefono in uso all’ufficio. Una persona avrebbe chiesto all’impiegata (secondo gli inquirenti proprio la Faedda) di effettuare una ricerca per avere informazioni riservate, dando a lei la possibilità di usare la password e accedere senza difficoltà al sistema informatico dell’ente. Ma la donna chiamata in causa sarebbe riuscita a dimostrare la sua estraneità, sia perchè per contratto il suo orario di impiego parte dalle 8,30 e si conclude alle 13 e poi perchè proprio il giorno in cui è stata fatta la telefonata non era al lavoro perchè in malattia. (k.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative