«L’università ormai corre verso il baratro»
Il gruppo consiliare La Città in Comune critica il commissario e accusa la giunta di inefficienza
NUORO. Il gruppo consiliare “La Città in Comune” ha diffuso una nota sul futuro dell’università nuorese. «Fra qualche giorno si concluderà il terzo anno del mai realizzato passaggio tra Consorzio e Fondazione – è scritto nella nota –. Il Consorzio è sempre commissariato senza una convincente spiegazione. La città tristemente si avvede della presenza del Commissario (Caterina Loi, ndr) allorquando questi pietisce, inconsolabile, la mancanza di fondi regionali che ancora sono alla mercè degli umori dell’Assessore Regionale di turno. Mai un tentativo concreto di un progetto di rilancio, di un programma che possa godere di risorse certe e non saltuarie, concesse benevolmente, occasionali. Certo: parliamo di un vetero-commissario il cui ruolo non è più comprensibile né tanto meno scusabile; commissario senza titoli né competenze per reggere il fardello che tre anni fa le è stato cucito addosso, probabilmente per antiche benemerenze di epoca savoiarda. Non ha capacità, autorevolezza, energia, per garantire un futuro. Più colpevole della piagnucolosa Loi è solo chi l’ha proposta allo scopo. E chi ha accettato».
Ancora critiche sull’attuale gestione del problema dell’università nuorese. «Non riusciamo a passare dalle parole, dalle promesse, dalle ambiguità alle vie di fatto, e ancora non è chiaro se vogliamo la presenza dell'Università a Nuoro – prosegue la nota –. Perdura il senso di abbandono. Crediamo siano stati superati tutti i tempi sopportabili e che sia arrivato il momento in cui il Comune e la Provincia procedano alla nomina del C.d.A. e del Consiglio d’ indirizzo.È terminato insopportabilmente il tempo delle roboanti dichiarazioni a sostegno dell'Università nuorese sia della parte politica e, da parte dei Rettori del mondo accademico».
«L’Assessore Comunale con delega all’Università penosamente tace – sostiene ancora La Città in Comune – . Il suo silenzio continua per tutti gli anni del suo mandato. E’ sufficiente leggere le pochissime righe, ripetute in un fastidioso copia e incolla che è ribadito anche nelle relazioni nei vari stati di attuazione dei programmi, al volgere del mese di settembre di ogni anno (...) Per noi l’Università, cosi come è, non è una struttura valida ed efficace per lo scopo. Non risponde alle esigenze del Diritto allo Studio, non possiede un’offerta formativa adeguata ed attrattiva».
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