Minatori, sciopero a oltranza anche a Lula
I lavoratori dell’Igea, senza stipendio da cinque mesi, vogliono risposte dalla Regione sul loro futuro
LULA. Non hanno percepito lo stipendio di aprile, maggio, giugno, ottobre e la tredicesima di giugno, in tutto cinque mensilità mentre permane incerto il loro futuro. I dipendenti dell’Igea sono sul piede di guerra e puntano il dito verso la Regione. «Siamo preoccupati per il futuro. Chiediamo se dobbiamo continuare a lavorare e cosa dobbiamo fare. Noi siamo qua per lavorare», hanno detto i rappresentanti Rsu-Igea Luigi Sanna, Nicoletta Porcu della Cgil e Antonello Calia della Cisl al ritorno da un incontro tenutosi a Iglesias mentre confermano lo sciopero a oltranza in linea con gli altri siti Igea della Sardegna. Intanto i minatori di Lula in sciopero hanno inviato un documento al prefetto di Nuoro Giovanni Meloni, al presidente della Provincia Costantino Tidu e al sindaco Mario Calia. »Attualmente – si legge nella nota-– l’Igea Spa sciopera per rivendicare le inadempienze della Regione Sarda sul ruolo più volte promesso dall’assessore all’Industria circa la messa in sicurezza, bonifiche e ripristino ambientale dei siti minerari, con attribuzione delle relative dotazioni finanziarie necessarie allo svolgimento dei lavori». Poi giù duro: «Oggi tutto viene stravolto e messo in discussione da politici e funzionari regionali che avallano dubbie operazioni a favore di privati senza scrupoli, i quali vedono nelle bonifiche geo-ambientali dei nostri siti una opportunità di arricchimento personale, essendo previsti per tali lavori circa 120 milioni di euro (.. La Maddalena con le sue bonifiche private insegna!!!!..), il tutto a discapito dell’Igea, società in house della Regione, nata per espletare tale ruolo». E ancora: “Ma non basta. Viene deciso che i nostri siti, apprezzati da migliaia di visitatori e gestiti in modo impeccabile dagli stessi minatori, vengano ‘ceduti’ con tanta disinvoltura a enti e persone estranee al mondo minerario, togliendo a tale ruolo passione e competenza». I minatori, di fronte alla “stato di incertezza e confusione” della Regione, ritengono che sia urgente un incontro chiaro e risolutivo dell’attività «con l’immediata approvazione dei piani operativi di lavoro». E concludono: «In conseguenza di tutto ciò i dipendenti non ricevono lo stipendio da 5 mesi, con gravi ripercussioni sul bilancio familiare e sullo stato d’animo che potrebbe portare a azioni incontrollabili». Insomma, gli animi sono tesi e la preoccupazione sul futuro dell’Igea, carica di debiti, sta nelle cose. «Non vogliamo che questo sito, ricco di storia e accompagnato a livello di archeologia mineraria, in questi ultimi 15 anni, sia costretto a morire», ribadiscono i minatori a voce alta.
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