Assegni in ritardo per gli ex Legler: scoppia la protesta
SINISCOLA. Ancora una volta a far montare la protesta sono i ritardi della Regione, che se la sta prendendo comoda nel pagare gli ex dipendenti della Legler inseriti a suo tempo nelle pubbliche...
SINISCOLA. Ancora una volta a far montare la protesta sono i ritardi della Regione, che se la sta prendendo comoda nel pagare gli ex dipendenti della Legler inseriti a suo tempo nelle pubbliche amministrazioni per usufruire dello scivolo per accompagnarli verso la pensione.
Le unità di Siniscola sono indietro con gli assegni da alcuni mesi. Si sta accumulando un ritardo dietro l’altro e la situazione non è più tollerabile perché ci sono dietro diverse famiglie in grande difficoltà. «Quando gli stipendi non arrivano puntuali si innesca un meccanismo tale – spiegano queste unità – che rende davvero piuttosto problematico mandare avanti le nostre famiglie, visto che le spese e le scadenze di bollette e pagamenti vari non ammettono di certo deroghe. Così non riusciamo a vivere».
Una situazione complicata, insomma, che sta togliendo la serenità a queste famiglie. La preoccupazione è lampante. I ritardi da parte della pubblica amministrazione sono diventati intollerabili.
E non è neanche la prima volta che succede, visto che diverse altre volte le unità in questione hanno dovuto fare i conti con le lentezze nella corresponsione degli emolumenti da parte dell’Inps. I 3 ex Legler, infatti, a suo tempo sono stati assorbiti a tempo pieno tra Comuni e Asl.
Facevano parte del gruppo di lavoratori con più di 50 anni di età che hanno potuto godere del provvedimento disposto per accompagnarli sino alla pensione.
Si tratta quindi di persone che lavorano ogni giorno, percependo però la quota relativa alla mobilità.
A causa dei ritardi andare avanti non è semplice, soprattutto se si considera che a monte c’è uno stipendio già basso di suo, che termina nel giro di poche settimane, figuriamoci se può durare per mesi. Da qui la protesta degli aventi diritto, che reclamano puntualità nei pagamenti e maggiore attenzione per le loro problematiche. Nessuno, infatti, chiede niente che non gli sia dovuto.
L’esortazione è rivolta in particolare alla Regione toccando però anche i politici locali, affinché si facciano al più presto portavoce delle istanze di questi cittadini incitando gli organi preposti a liquidare gli stipendi con regolarità. Proprio come dovrebbe essere.
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