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L’allarme di Confindustria: «Zone interne sempre più isolate»

L’allarme di Confindustria: «Zone interne sempre più isolate»

Dopo i sindacati, anche gli imprenditori prendono posizione. «No allo smembramento, la riforma deve essere condivisa»

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NUORO. Un territorio sempre più emarginato, allontanato dalle realtà economiche, produttive, sociali da scelte politiche calate dall’alto. Scelte fatte da Roma e, purtroppo anche da Cagliari, che sembrano siano state prese in un altro pianeta, dove non si conosce la Sardegna, le sue specificità, i suoi problemi. La battaglia per salvare la Motorizzazione si combatterà la settimana prossima a Roma. Quella per la Camera di commercio si sta svolgendo sotto traccia e potrebbe esplodere clamorosamente da un momento all’altro, penalizzando proprio quella di Nuoro che è la più propositiva e attiva e che porta avanti con successo da anni le uniche iniziative concrete per le altre stagioni oltre l’estate: Autunno in Barbagia e Primavera nel Marghine, in Baronia e in Ogliastra. E sono anche altri gli uffici statali e regionali a rischio chiusura. Senza dimenticare la chiusura delle fabbriche, mercoledì a Nuoro ci sarà la manifestazione dei lavoratori del comparto tessile di Macomer. E infine, lo spopolamento delle zone interne e l’esplosione del fenomeno della nuova emigrazione.

Ora si è aggiunta anche la riforma delle Aziende sanitarie che così come è stata concepita sembrerebbe orientata a smembrare sempre più la Sardegna centrale, relegando Nuoro e il suo territorio a ruolo marginale. Una marginalità che è stata sottolineata dal sindaco Sandro Bianchi qualche giorno fa quando ha affrontato la questione dei fondi per l’alluvione ed è stata ribadita con forza dai tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, della provincia in una nota durissima inviata al presidente della Regione, Francesco Pigliaru. E per dare ulteriore forza alla protesta del territorio è scesa in campo anche la Confindustria.

«No allo smembramento della Sardegna centrale – ha sostenuto il presidente Roberto Bornioli –. Siamo fortemente preoccupati per le assurde ipotesi di riforma degli enti locali e delle Asl. Se le indiscrezioni, con tanto di cartine e numeri, venissero confermate l’unità territoriale della Sardegna centrale e delle zone interne sarebbe di fatto scardinata. Con importanti conseguenze sull’architettura amministrativa, istituzionale e politica del territorio.

«In attesa di un testo ufficiale su cui discutere – ha aggiunto il presidente di Confindustria – il direttivo ha condivise una serie di considerazioni. Siamo assolutamente contrari a uno smembramento della Sardegna centrale. Eventuali accorpamenti potrebbero essere condivisibili solo all’interno di un’architettura complessiva che conservi l’integrità territoriale del Nuorese. C’è poi una questione di metodo – ha insistito Robeto Bornioli –. È opportuno che prima si proceda al riordino degli enti locali e alla ridefinizione degli ambiti territoriali e solo successivamente alla riforma delle Asl. È infatti necessario ridefinire preliminarmente i confini dei diversi distretti e soltanto dopo, sulla base degli ambiti territoriali tracciati, impostare il riassetto delle Aziende sanitarie. E la riforma degli enti locali – ha ribadito con forza, ribadendo quanto già sostenuto dai sindacati – deve necessariamente passare attraverso la massima condivisione con le comunità locali, le popolazioni, i sindaci e le parti economiche e sociali. Qualsiasi decisione dovrebbe essere presa con il massimo coinvolgimento delle popolazioni tenendo conto di quella che è la loro volontà. Le comunità hanno il diritto di scegliere. È fondamentale che la politica, le istituzioni, le associazioni e tutta la società civile tengano alta la guardia e vigilino affinché scelte calate dall’alto non penalizzino ulteriormente il Nuorese e la Sardegna centrale. Perché smembrare territori omogenei e accorpare tra loro, per giochi di equilibrismo politico, aree tra loro meno unite e solidali? Siamo favorevoli a una riforma che contribuisca a efficientare e migliorare l’assetto istituzionale e amministrativo dei territori – ha concluso il presidente della Confindustria nuorese – ma considerato che la riforma è complessa e delicata, occorre un confronto approfondito per non determinare situazioni peggiori di quelle precedenti, con ripercussioni che potrebbero trascinarsi per decenni». (plp)

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