Orgosolo, il sindaco a giudizio
A marzo sarà processato per il reato di abuso d’ufficio legato a una selezione per il servizio civile
ORGOSOLO. Dionigi Deledda sotto accusa per la selezione di un progetto di servizio civile. Il gip Mauro Pusceddu, accogliendo le richieste del P.M. Andrea Vacca, ha rinviato a giudizio, giovedì scorso, il primo cittadino orgolese, assieme al suo vice Bora Podda e ad Agostino Murgia, un ex dipendente comunale. I tre, difesi rispettivamente dagli avvocati Basilio Brodu, Giovanna Angius e Marinella Morandi, sono accusati di abuso d'ufficio, mentre alla sostituta del sindaco viene contestato perfino il reato di falsità ideologica. A marzo del prossimo anno è stato fissato l'inizio del processo davanti al tribunale. La vicenda risale al febbraio del 2012, quando presso il municipio barbaricino venne svolta una selezione per la scelta di otto volontari, da avviare al servizio civile.
Al termine delle prove, i candidati esclusi manifestarono una evidente disapprovazione, puntando il dito contro i risultati pubblicati nelle graduatorie di merito. In quanto, a loro giudizio, i vincitori non avevano i titoli e una preparazione tale da giustificare il punteggio attribuito dalla commissione esaminatrice. Commissione esaminatrice presieduta da Agostino Murgia, in qualità, all'epoca, di responsabile dell'ufficio tecnico del borgo dei murales. Alcuni dei ragazzi non beneficiari decisero, allora, di prendere carta e penna, per segnalare le anomalie del caso, (denunciate anche all'ufficio del SCN di Cagliari e Roma) e rivolsero, d'altra parte, richiesta di accesso agli atti al presidente della commissione, il quale, seppur con una serie di limitazioni, ritenute arbitrarie, concesse la visione della documentazione.
La questione e il clamore, pertanto, suscitarono l'attenzione del sindaco Deledda e dell'assessore e responsabile dell'area socio-culturale Podda, i quali nell'aprile del 2012 scrissero una lettera, firmata anche da Murgia e rivolta a tutti gli aspiranti. Attraverso la quale comunicarono la revoca delle graduatorie e annunciarono un nuovo calendario di prove, svoltosi, poi, nel luglio successivo.
A seguito di quest'ultimo, l'elenco di persone da avviare al progetto rimase praticamente identico rispetto a quello di alcuni mesi prima. Tale situazione controversa e animata attirò, dunque, l'attenzione del commissariato di Polizia, attualmente guidato dal dirigente Giampiero Putzu, che avviò una serie di indagini. Concluse le quali, si ritenne che Dionigi Deledda, Bora Podda e Agostino Murgia vollero avvantaggiare i candidati a loro vicini, a pregiudizio degli altri.
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