Il villaggio dei pastori nato all’inizio del 1500
NUORO. Una volta all’anno Lollove, antico borgo a 10 chilometri da Nuoro, rivive un momento della sua antica storia. Nato all’inizio del 1500 è cresciuto come borgo del capoluogo, fino a contare una...
NUORO. Una volta all’anno Lollove, antico borgo a 10 chilometri da Nuoro, rivive un momento della sua antica storia. Nato all’inizio del 1500 è cresciuto come borgo del capoluogo, fino a contare una popolazione di 320 persone. Fu l’anno dello splendore residenziale, con un’economia agropostorale che la collocò tra le borgate di pregio, grazie alla fertilità dei pascoli e alla produzione di cereali. I diritti che allora si pagavano erano quelli del feudo. Si trattava dei diritti pastorali e dei formaggi, che si esportavano e commercializzavano a Nuoro. Il rustico insediamento contava su una chiesetta di particolare pregio, dedicata a Santa Maria Maddalena, la cui costruzione risale al 1500. L’interno del santuario richiama il tardo- gotico, ossia quello aragonese, che conta di tre navate, scandite da quattro pilastri e nove arcate in trachite rosa. La facciata principale è impreziosita da un antico rosone sul prospetto frontale e l’altro nel presbiterio del lato destro. Due portali romanici formano gli ingressi, entrambi sormontati dal monogramma di Cristo. L’altare maggiore ospita la statua lignea della Maddalena, tempestata di reliquie, alcune delle quali in argento e le scritte in latino, frutto delle offerte votive donate in segno di ringraziamento per l’esaudimento delle invocazioni di protezione. La chiesetta dedicata alla Maddalena è il tesoro più prezioso del villaggio. Il resto sono un insieme di case basse, a due piani al massimo. Tutta l’edilizia abitativa è fatta di pietrame, costruita ai lati di tortuosi caminamenti che s’intrecciano gli uni con gli altri. La festa patronale di San Biagio, veneratissimo dai lollovesi, si celebra il 3 febbraio di ogni anno. È l’occasione che si offre agli abitanti di tornare per un giorno a casa. Circostanza che si rivive dalle prime luci dell’alba, fino a tarda sera. Ed è festa per tutta la giornata, con canti e balli. Ed è per l’occasione che vengono esposti sulle bancarelle i prodotti caratteristici: formaggi, salsicce, prosciutto, ricotta, pane carasau, diversi tipi di frutta fresca e secca, arrosti di carne, che sono i prodotti delle famiglie agropastorali. Ma è in occasione di “Cortes Apertas” che si rievocano i riti delle famiglie di una volta, gli usi e le tradizioni antiche. Passioni e valori mai sopiti, portati sempre con amore e rispetto, che riaffiorano e palpitano quando si ritorna a “su connottu”, riscoprendo le proprie radici. Identità che i lollovesi rivivono tornando a casa, facendo respirare momenti di fierezza e di orgoglio di fronte alle centinaia di ospiti che arrivano da Nuoro e dai paesi del circondario. Visitatori che per due giorni invadono le stradine in pietra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google