L’aula consiliare intitolata a Licheri sindaco negli anni ’60
ORGOSOLO. Alla memoria di un uomo retto e probo. L’amministrazione intitola l’aula consigliare ad Antonio Licheri. Sindaco del borgo barbaricino negli anni Sessanta, durante uno dei periodi più cupi...
ORGOSOLO. Alla memoria di un uomo retto e probo. L’amministrazione intitola l’aula consigliare ad Antonio Licheri. Sindaco del borgo barbaricino negli anni Sessanta, durante uno dei periodi più cupi e bui della storia del paese, il professore era scomparso nel 2003, all’età di 68 anni, proprio alla vigilia della grande festa dell’Assunta, a seguito di una grave malattia. Laureato in lettere, Licheri aveva dedicato la sua esistenza all’insegnamento e alla politica. Democristiano convinto e irreprensibile, aveva scelto generosamente di guidare la propria comunità, sacrificando se stesso e spendendosi senza sosta per la propria gente, animato dalla convinzione di poter fare sempre di più e meglio. A seguito di un breve cerimoniale, al quale ha preso parte la moglie Michela Taras e i tre figli Antonio, Luigi e Domenica, venerdì scorso è stata apposta nell'aula delle assemblee civiche una targa con la nuova denominazione. Una scelta fortemente voluta dall’esecutivo in carica, siglata con il voto unanime dell'adunanza. Durante il suo ricordo commosso, il primo cittadino Dionigi Deledda ha citato don Sturzo e De Gasperi. Per l’occasione, l’amministratore ha voluto leggere una lettera firmata dal padre Filippo, collega di partito di Antonio Licheri in quegli anni difficili, fatti di contrapposizioni e scontri anche fisici. Eppure l'insegnante orgolese, seppur non nascondendo il proprio convinto orientamento anticomunista, si sentiva sindaco di tutti, ritenendosi un primus inter pares al servizio dei suoi concittadini, senza distinzione di colore o appartenenza. Forse per questo Orgosolo gli ha riconosciuto sempre l’onore dei combattenti tenaci, quell’autorevolezza e quella nobiltà d’animo propria di uomini d’altri tempi. Un galantuomo, nel senso istituzionale del termine, apprezzato anche da chi aveva posizioni opposte alle sue. La capacità di confronto e di discussione sono le doti che in tanti gli riconoscono. Lo fanno, in particolare, nei loro interventi, il capogruppo della minoranza Antonio Maria Patteri e l’ex sindaco Giovanni Moro, entrambi provenienti dalla formazione di Berlinguer. Lo fa, allo stesso modo, l’assessore Antonio Moro, cresciuto nella scuola di Licheri.
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