Lollove affascina i visitatori
Cortes apertas nel secolare borgo in pietra tra profumi, sapori e suoni della Sardegna più antica
NUORO. «Qui respiro ossigeno. C’è aria buona. E acqua buona. A Nuoro ci vado solo per prendere la pensione...». Non ha dubbi tzia Gavinedda Puggioni: Lollove per lei è il posto più bello del mondo. E lo dice con la fierezza di una lollovese doc, dall’alto dei suoi 93 anni, compiuti proprio oggi, vissuti sempre e solo nell’antico borgo in pietra. Lei è la residente più anziana di quella manciata di abitanti che vivono stabilmente nella storica frazione nuorese. Gli altri ritornano a Lollove saltuariamente. E in occasione di Cortes Apertas spalancano le porte delle loro case secolari per accogliere i visitatori, ridando vita al suggestivo borgo “fantasma”. «Sono nata qui e ho sempre vissuto qui, non vorrei andare da nessun’altra parte», ribadisce sorridendo tzia Gavinedda, mentre guarda la televisione seduta in poltrona, quasi incurante di ciò che accade fuori. A Lollove infatti è festa. Da giorni, le massaie sono al lavoro per sistemare le case e accogliere i visitatori che ogni anno arrivano a frotte per la tappa di “Autunno in Barbagia”, incuriositi da quel borgo medioevale immerso nel verde e nel silenzio. Una bella giornata di sole ha scandito la prima giornata di “Vivi Lollove”, fatta di profumi e di sapori del passato. Anche quest’anno l’antico villaggio dei pastori si è aperto ai visitatori, mostrandosi in tutta la sua originalità. E mettendo in mostra immagini, gusti e suoni della Sardegna più antica. Un viaggio nel passato per i turisti, che si sono immersi alla scoperta di quell’ettaro di abitato, passeggiando tra case diroccate, viottoli e scorci intrisi di storia e identità. Immersi nella quotidianità del borgo, tra le massaie impegnate a impastare dolci e gli artigiani intenti a lavorare il legno, hanno potuto degustare i migliori prodotti dell’agro alimentare e ammirare le esposizione dell’artigianato artistico. Ma anche le mostre fotografiche. Così come assistere alle esibizioni di chitarra e organetto e alle dimostrazioni di cucito e ricamo. Nella locanda “Sa Cartolina”, Toniedda ha preparato e fatto assaporare i piatti tipici di Lollove. Poco più avanti, c’era chi cucinava la polenta e chi preparava le sebade. Un intreccio di profumi e sapori allietato da un paesaggio che appaga la vista. «Che facciano qualcosa per valorizzare questo posto, i nostri amministratori», ha detto più di un Lollovese. Il Comune la sua carta da giocare ora ce l’ha, per strappare qualche contributo all’Unione europea: un bel video girato con un drone su Lollove, presentato ieri dagli assessori alla Programmazione Cosimo Soddu e alla Cultura Leonardo Moro, con l’obiettivo di promuovere il borgo.
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