Abbanoa ripara la rete colabrodo
Macomer, programmata una serie di interventi per migliorare l’efficienza delle condotte cittadine
MACOMER. Che la rete idrica di Macomer sia un colabrodo non è una novità. Se negli anni scorsi Abbanoa non ha dedicato molta attenzione al problema, si assiste ora a un risveglio del gestore idrico che ha programmato una serie di interventi per migliorare l’efficienza delle condotte e, soprattutto, per contenere le perdite che sono causa di sprechi enormi. La stessa Abbanoa ha lamentato tempo fa che l’energia necessaria per alimentare le pompe di sollevamento che portano a Macomer l’acqua del Temo costa attorno a un milione di euro all’anno. Da qui la necessità di non disperdere il liquido che in questo caso diventa veramente prezioso. La perdita stimata dell’acqua immessa in rete è di oltre il 70 per cento. È però da considerare che negli ultimi anni sono stati eseguiti dei lavori che dovrebbero aver ridotto le perdite, che comunque rimangono sempre al di sopra del cinquanta per cento. Da poco Abbanoa ha stipulato una convenzione col comune per realizzare un intervento di sostituzione di condotte idriche e allacci che comporterà un investimento complessivo di 400 mila euro. A questo si aggiungono altre tre interventi per una spesa di circa 250 mila euro. Uno interessa un tratto di viale Gramsci fino all’incrocio con via San Lussorio. Qui sarà sostituita con nuove tubazioni una vecchia condotta soggetta a perdite. Nelle vie Matteotti e Sant’Ignazio sarà rifatta una condotta in ferro lunga 150 metri con tubi in ghisa sferoidale che garantiscono una maggiore tenuta alla pressione e soprattutto una maggiore durata rispetto ai primi. In un altro tratto di via Sant’Ignazio, invece, si interverrà sulla rete fognaria separando la condotta delle acque nere da quella delle acque meteoriche.
La rete idrica di Macomer si dirama per 42 chilometri sotto le strade cittadine. Che non sia in buone condizioni emerge chiaro dalle perdite e dai guasti frequenti che lasciano senza acqua le abitazioni servite. Più della metà della condotta è da rifare. La parte restante andrebbe quanto meno revisionata. Abbanoa ne ha rifatto una parte e ha in corso dei lavori. Quelli previsti dalla convenzione stipulata dal comune e quelli programmati in questi giorni vanno ad aggiungersi ai lavori in corso di esecuzione. La rete idrica di Macomer perde buona parte dell’acqua immessa a bocca di deposito, acqua che ad Abbanoa costa cara in quanto proviene dall’acquedotto Temo 2, per cui, essendo acqua di bacino, deve essere prima trattata dall’impianto di potabilizzazione e poi sollevata per portarla alla quota di erogazione, che è quella dei depositi che alimentano l’acquedotto. Solo l’impianto di sollevamento assorbe energia per più di un milione di euro all'anno. Se poi più della metà dell’acqua viene dispersa, non è difficile immaginare l’entità dello spreco. Il volume d’acqua immesso nella rete idrica di Macomer è di 2.951.000 metri cubi all'anno, ma il volume fatturato è di 614 mila metri cubi. Ogni utente ne consuma in media 145 metri cubi. Il resto si perde sotto terra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
