Sapori, arte e tradizione mix vincente di Sas tappas
Mamoiada, partito il conto alla rovescia per i tre giorni di Autunno in Barbagia Appuntamento nel borgo delle maschere: luogo di leggende e riti antichi
MAMOIADA. Grandi preparativi a Mamoiada per “Sas Tappas”, appuntamento il prossimo fine settimana. Una tre giorni, fissata per il 7,8 e 9 novembre, che verrà inaugurata domani a partire dalle 16.30 e che vede ogni anno la partecipazione di numerosi turisti. Una maestosa folla che colora le vie principali del centro barbaricino, invadendo le strutture ricettive del paese e dei comuni limitrofi. L’evento rientra nel calendario della celebre rassegna “Autunno in Barbagia” fondata nel 2003 e nata con l’intento di creare un percorso improntato sulla eno-gastronomia e sull’artigianato. Un percorso che rispolvera e rivisita l’antica usanza mamoiadina di “sa tappa”. Una splendida consuetudine, occasione di socializzazione e di incontro. In poche parole, si fa una sosta nella cantina e nella casa di un amico per trascorrere qualche momento in compagnia. Due chiacchiere, davanti a un bicchiere di buon vino non senza aver mangiato ottimo formaggio con pane carasau. “S’istranzu” viene, dunque, accolto all’interno di tale dimensione familiare, bucolica e romantica allo stesso tempo. Viene incuriosito, catturato ed esortato nella lenta scoperta di un mondo, che si presenta originale e inedito ai suoi occhi. Un mondo costruito su radici profonde, su tradizioni e costumi, che rappresentano il lascito di lontani antenati. Un mondo, caratterizzato da piccole e basse dimore, da cortili di pietra e pesanti portali di legno. Un mondo, che valorizza il patrimonio inestimabile di una cucina locale ricca e prelibata. Di mille pietanze dai sapori e dai profumi sfiziosi. Un mondo, che mette in vetrina le sapienti maestranze, le abili mani di cesellatori e intagliatori, ricamatrici e orafi, i quali confezionano e costruiscono con pazienza certosina rare e preziose opere d’arte. Dalle maschere ai coltelli, dal costume tipico alle produzioni più moderne e attuali. Creazioni che impreziosiscono un percorso che si dipana tra le cortes dal sapore e dall’architettura spagnoleggiante. Tra mostre, esposizioni, attività culturali e d’intrattenimento. Non si può dire, però, di essere stati a Mamoiada senza aver visto sfilare Mamuthones e Issohadores. Tappa obbligata di un tour nel profondo dell'isola. I ritmi dei campanacci riecheggeranno un’altra volta, mentre grossi uomini coperti di spesse pelli avanzano, disegnando elaborate coreografie. Nell’aria si sentirà vibrare “sa soha”, che in un'istante riesce a catturare giovani e piacenti ragazze, in segno di buon augurio. Non si può dire, d’altra parte, di essere stati a Mamoiada, senza aver visitato i tre musei cittadini. In ciascuno di essi vengono raccontati i segreti, le leggende e i riti di questa comunità. Ciò che è stata, ciò che è e ciò che sarà.
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