Dalle scuole medie: «Siamo con gli operai»
L’intera comunità lulese sta vivendo giorni di passione carichi di angoscia per i suoi minatori. Sapere che sette operai, per cinque mensilità non sono stati pagati e ora rischiano di perdere il...
L’intera comunità lulese sta vivendo giorni di passione carichi di angoscia per i suoi minatori.
Sapere che sette operai, per cinque mensilità non sono stati pagati e ora rischiano di perdere il posto di lavoro, e manifestano da oltre una settimana il malessere nella galleria San Giovanni (pozzo Rinaldi), a 80 metri sotto terra, è una vera stretta al cuore.
Vedere che ad interpretare questo forte disagio ci sono dei ragazzi che scioperano è ancora più commovente. È quello che hanno fatto ieri gli alunni delle seconde e terze classi della scuola media “Deledda”. Gli studenti hanno esternato il loro disappunto con degli striscioni : “Seconda e terza media solidale con i minatori” si legge in uno esposto a Sos Enattos, e “Siamo con i minatori” appeso a Lula.
«Perché scioperiamo?» è la domanda che si pongono, esternando riflessioni di ragazzi maturi che hanno interiorizzato la conoscenza e la gravità della situazione personale e familiare dei minatori. La risposta è senza tentennamenti: «Siamo solidali con i minatori alla luce del responso medico, del rischio che stanno correndo per la salute, in una situazione di estremo disagio – dicono in coro – . Ma anche coscienti cosa significa non percepire mensilmente la paga e, soprattutto, perdere il posto di lavoro. Molti sono padri di famiglia. Diciamo questo perché in un paese che ha avuto come pilastro portante dell’economia anche il settore minerario si può restare indifferenti. Abbiamo avuto in miniera padri e parenti – concludono, il problema ci tocca da vicino. Siamo lulesi». (b.a.)
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