La Nuova Sardegna

Nuoro

la protesta

In piazza gli studenti pendolari

di Nino Muggianu
In piazza gli studenti pendolari

Tutto pronto per la grande manifestazione che si terrà lunedì

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NUORO. Parte da Dorgali e Cala Gonone ma riguarda tutti i centri da dove gli studenti pendolari partono per raggiungere le sedi dei loro istituti a Nuoro, l’accorato appello : «Invitiamo tutti i genitori e cittadini ad unirsi a noi nella protesta contro l’Arst che pur facendo pagare fior di quattrini alle nostre famiglie non ci garantisce sicurezza, comodità e soprattutto non ci dà sempre la garanzia di arrivare a destinazione».

Marika, Gabriella, Sebastiano, Maria Antonietta, Matteo e Angela studenti degli istituti, Ipsia, Agrario, Magistrali, e Artistico sono determinati a raggiungere il loro scopo. «Vanno bene – dicono – le proteste che abbiamo fatto finora a Nuoro ma non basta. Dobbiamo essere più convincenti e per questo che chiediamo l’appoggio di tutti i genitori e soprattutto dei sindaci di tutti i paesi. Se non si muovono loro non ci daranno ascolto e non riusciremo a fare nulla. Solo così,siamo sicuri. Ci daranno più ascolto».

Tanti i problemi che gli studenti pendolari elencano. A cominciare dai mezzi di trasporto a dispozione, che sono insufficienti per il numero di studenti. «Non ci bastano – sottolineano gli studenti – e molti restano a terra. E pur avendo l’abbonamento sono costretti a fare l’autostop ed è una cosa inammissibile. Ma non basta: i pullman sono obsoleti, entra l’acqua dapper tutto, dobbiamo viaggiare con ombrello aperto dentro il pullman. Più che un servizio è un disservizio. Paghiamo 83 euro, da Gonone poco meno per il pullman che fa sosta a Dorgali e Oliena prima di raggiungere Nuoro. Quando non si ferma prima e scarica a terra alcuni studenti come è successo diverse volte. E poi siamo costrettia d arrangiarci». Il progetto che si è concretizzato in queste ore è quello di manifestare lunedì mattina nel centro di Nuoro. «La Questura – continuano – ci ha dato l’autorizzazione. Vorremmo essere tantissimi. In testa i sindaci e i genitori e poi noi studenti, con la speranza che questa volta ci diano ascolto. All’azienda regionale dei trasporti chiediamo mezzi più idonei e sicuri e un servizio degno di questo nome».

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